![]() |
| Alessandro Gentile |
E’ Pino Sacripanti il direttore d’orchestra della Nazionale Under 20 che ha conquistato il secondo posto a Bilbao incantando gli addetti ai lavori per il gioco espresso: “C’è grande soddisfazione per questo risultato. Sono emozioni forti che mi riempiono d’orgoglio, perché il mio senso di appartenenza alla Maglia Azzurra è grandissimo. Questa è una vittoria che va dedicata a tutte le società che hanno lavorato con dedizione e impegno nel settore giovanile. Nelle annate ’91 e’92 ci sono tanti giocatori interessanti, perché è stato un periodo in cui le società hanno investito nuovamente sui giovani, unica soluzione per abbattere i costi. Questo Argento è la dimostrazione che lavorando con persone competenti è possibile formare giocatori italiani di qualità, a cui va data la possibilità di giocare in ambienti che permettano loro di crescere e completare il percorso di maturazione”.
Per Sacripanti questo è un Argento conquistato grazie al sacrificio del gruppo: “Tutti, giocatori e staff - ha continuato l’allenatore - hanno lavorato intensamente dal primo giorno di raduno. Il segreto del successo è stato riuscire a mettere la forza del singolo a disposizione della squadra”.
Un Europeo iniziato male. Una sconfitta all’esordio contro la Lituania. Poi la reazione di una squadra in costante crescita nel corso del torneo: “La sconfitta con la Lituania ci ha dato una carica in più. Sapevamo che per noi la partita successiva contro la Germania sarebbe stata decisiva per il passaggio al Qualifying Round. Da un punto di vista psicologico non era facile. È stata dura, ma ce l’abbiamo fatta. Quella vittoria ci ha dato coraggio e consapevolezza. Quando siamo passati alla Seconda Fase a punteggio pieno a causa dell’eliminazione della Lituania abbiamo capito che potevamo andare lontano. Ci siamo riusciti”.
Passata la Seconda Fase, dove abbiamo vinto contro Turchia e Grecia e perso con la Spagna, nei quarti abbiamo affrontato il Montenegro, in semifinale la Francia contro cui abbiamo giocato una partita superlativa. Ma per Sacripanti non è stata quella la partita più bella degli Azzurri all’Europeo: “E’ vero, con i transalpini abbiamo giocato una grande partita, ma il massimo lo abbiamo dato contro il Montenegro, una squadra che aveva la coppia di centri più forte dell’Europeo, Dubljevic e Todorovic”.
Poi la finale contro la Spagna, un match che Sacripanti analizza così: “Gli spagnoli sono stati più lucidi di noi nei momenti decisivi della gara. Inoltre avevano un giocatore che da solo fa la differenza, Nikola Mirotic. Se avesse giocato in una delle altre 7 squadre arrivate ai Quarti di Finale l’avrebbe portata a vincere l’Oro! A parte le esagerazioni, lui è un giocatore di grande qualità. Il movimento cestistico spagnolo è quello più avanti in Europa”.
Per l’Italia un Argento che scrive la storia. Un traguardo che mancava da 17 anni, dopo la finale persa nel 1994 contro la Bielorussia. A livello giovanile maschile si tratta della ventitreesima medaglia vinta dagli Azzurri in tutte le categorie (4 Under 20, 12 Under 18 e 7 Under 16).
I dodici Azzurri. La descrizione di Sacripanti:
Filippo Baldi Rossi
È stata una carta in più, un jolly molto utile per far rifiatare i lunghi
Marco Ceron
Un talento che ha fatto un’esperienza di crescita importante per il suo futuro
Riccardo Cervi
Grande prospetto italiano. Deve maturare fisicamente
Andrea. De Nicolao
È cresciuto giorno dopo giorno, continuerà a farlo
Luca Fontecchio
Grande atleta. In questo Europeo è stato penalizzato dai tanti problemi fisici
Alessandro Gentile
Grandissimo talento, carisma e personalità
Nicolò Melli
Il futuro è suo. Deve capire che sbagliare serve a crescere e migliorare
Riccardo Moraschini
Quando ha capito che era necessario trasformarsi da prima punta a comprimario, ha fatto la differenza
Achille Polonara
Energia pura
Marco Santiangeli
Taglia e talento. E’ il miglior prospetto italiano per quanto riguarda gli esterni
Andrea Traini
Talento che deve ancora sbocciare
Michele Vitali
Giocatore perfetto come unione tra i reparti
Tratto da "Ufficio Stampa Fip"

Ma ha mai creduto di poter vincere la finale, Console? No, e si è visto.
RispondiEliminaLa Spagna giocava in casa davanti ad un pubblico numeroso e ci aveva già battuto nel girone di qualificazione. Onestamente si sono dimostrati superiori anche se il giocatore più rappresentativo è di origine montenegrina. In finale l'Italia ha giocato male per bocca dello stesso Sacripanti, ma aveva superato in precedenza formazioni attrezzate come Montenegro e Francia. Lo considero un argento conquistato più che un oro sprecato.
RispondiElimina