Il prof se n'è andato. La brutta malattia che lo torturava da tempo ha mollato la presa. Ora, si spera, solo pace e silenzio. "Anto" Ortolan ci mancherà. Mancherà al mondo della scuola e a quello della pallacanestro. Un' istituzione a Sacile, insegnante di educazione fisica per anni presso la Ragioneria, ma soprattutto mente e braccio dell'unica società di pallacanestro, per anni fucina di talenti e luogo ideale di formazione sportiva di molti bambini e ragazzi. Non fece mai l'allenatore e pur riconoscendone le capacità riuscii a capire con il tempo il vero motivo: soffriva troppo in panchina. E' vero, si soffre troppo in panchina, credo di avere qualche voce in capitolo. Però riuscì a modellare la propria società sportiva secondo le linee guida che hanno contraddistinto da sempre la sua carriera professionale: lo sport a servizio dell'uomo, non viceversa. Perciò agonismo nei giusti limiti, senza eccessi e senza enfatizzazioni. Lo vidi per l'ultima volta questa estate, in una delle frequenti richieste, in quanto coordinatore tecnico del Sistema Basket, di giocatori per il rafforzamento delle nostre squadre. Debilitato nel corpo, ma ancora lucido nella mente, non mancava mai di mettere in guardia sugli effetti collaterali di un'attività sportiva troppo spinta. Abbiamo trovato spesso motivi di contrasto lungo il cammino, ma non abbiamo mai smesso di stimarci a vicenda, magari silenziosamente, pur nelle idee e nei ruoli che ciascuno doveva difendere. Caro Anto, ti sia lieve questo viaggio. D'ora in poi non dovrai più preoccuparti di niente. Hai lasciato un'eredità importante in buone mani: Angela, Marzia, Giacomo e Paolo sapranno far rivivere i tuoi insegnamenti.
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