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| Andrea Trinchieri |
Non sono più così sicuro che invecchiando si migliori. Gli uomini non sono come il vino. A vent’anni ho fatto la mia prima finale nazionale e i miei giocatori erano quasi dei fratelli minori. Incoscienti, sprovveduti forse, ma carichi di passione e ricoperti di innocenza: questi eravamo quando avevamo ancora i capelli che ci coprivano le orecchie. Gli allenatori che si sono contesi lo scudetto giovanile under 19 a Cividale hanno in due solo qualche anno più del sottoscritto: qualcosa vorrà pur dire! Con l’età si impara a prendere le distanze, a calcolare le mosse, ad innalzare barricate e ci si trova meglio a giocare in difesa. Quando si è giovani si rischia di più e si calcola meno, ci si trova a proprio agio a giocare in attacco. Che la saggezza sia direttamente proporzionale allo scorrere degli anni è semplicemente un’invenzione della peggior credenza popolare. Il mio grado di pazienza, dote indispensabile per chi svolge il delicato compito dell’educatore, è notevolmente e progressivamente diminuito nel tempo. Gli alunni hanno ormai capito quale aria tira: non è facile trattare con un insegnante che si trova in mezzo al guado. Mi vengono i capelli dritti – naturalmente quei pochi rimasti – a pensare alle cose che ho fatto da giovane: alle corse da una palestra all’altra, ai colloqui con le mamme che oggi non sarei più in grado di sostenere, alle ore piccole quasi ogni sera dove se ne andava per intero il rimborso delle nostre fatiche mensili. Ho fatto un sacco di errori, ma darei chissà cosa per tornare a quei tempi, quelle corse, quelle follie, quelle curiosità e scoperte. Sono stato tra gli ammiratori di Dan Peterson e del suo coraggio di rimettersi in gioco a 75 anni, stimo e invidio il Trap che a 72 dà ancora lezione a tutti e dispensa grandi verità, ma preferisco di gran lunga sapere che Trinchieri e Sacripanti rappresentino in questo momento il meglio della pallacanestro italiana. Siamo la nazione con gli uomini politici più vecchi del mondo (e si vede, purtroppo!): almeno nello sport è indispensabile viaggiare in controtendenza. Il ricambio rappresenta lo stato di salute di un ambiente: più ce n’è, meno rischio c’è di andare in cancrena.
Livio, quando inizieremo a pensare che le persone sono tali indipendentemente dall'età, dal sesso, dalla nazionalità, dalla razza, sarà sempre tardi. Se dunque condivido alcuni passaggi, non posso non notare che io non avrò mai l'acume di Rita Levi Montalcini. Che non è donna, non è vecchia, non è italiana. E' una grandissima persona, alla quale purtroppo non sarò mai in grado di avvicinarmi. Come, peraltro, ci sono giovani che sono molto più vecchi di me. E, dunque, di te.
RispondiElimina2 distingui.....
RispondiEliminatrap un super
dan un cialtrone.....
se ti racconto gli allenamenti di dan a milano ti viene da piangere....ho amici che ne hanno visti.... una pena.... mai una correzione...mai una parola.... una vergogna...
non sono amante dei "grandi ritorni" nel basket, e in nessuno sport.. soprattutto dopo che uno ha avuto gia' un tipo di carriera...
purtroppo dopo una certa eta' non si ha piu' voglia e desiderio di aggiornarsi e soprattutto nel basket il gioco e' molto cambiato... pensiamo ai 24 secondi..al tiro da 3 punti ai 6,75 attuali... alle regole di passi all'hand cecking , agli 8 secondi per sueprare metà campo... ecc..ecc....
pensiamo a livello minibasket il tipo di approccio (e pidipi potrebbe spiegarci meglio) da usare rispetto 20 anni fa....ora se gridi a un ragazzino sei considerato un coglione...i genitori si incazzano....
Hai ragione sulla Montalcini, ma stiamo comunque parlando di casi eccezionali. I nostri politici ad esempio, i più vecchi del mondo, non si e ci fanno certo onore. Ci vorrebbe ricambio ma non c'è nè volontà nè convenienza. Trovo invece profetico e incoraggiante il fatto che nello sport stiano avanzando figure nuove: in questo caso vale la meritocrazia e non nepotismo o corruzione.
RispondiEliminaDan non è un cialtrone: non è stato lui a proporsi, ma Milano ad offrirgli la panchina. E' chiaro che non avrebbe potuto allenare come avrebbe fatto una volta, ma è comunque lodevole il tentativo di rimettersi in pista. E' vero che oggi le cose sono diverse, ma che i genitori si incazzino mi lascia del tutto indifferente: se vogliono rovinare i propri figli per poi dover rimediare negli anni si accomodino....