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| Antonia (n^7) e Marina (n^4) in nazionale under 16 |
60! Questa è la differenza tra Italia e Spagna all'esordio dell'europeo under 16 femminile che si svolge a Cagliari. Qualche giorno fa, in amichevole, andò meglio: i punti rimediati furono 40! E' probabile che la squadra iberica non trovi ostacoli durante il viaggio verso la medaglia d'oro, ma lo scarto rimediato dalle azzurre, tra le quali le "nostre" Antonia Peresson e Marina Serena (anche se quest'ultima non nelle 12), non può non far riflettere. Il movimento femminile nazionale sta attraversando, per usare un eufemismo, un periodo particolarmente delicato: le praticanti calano vertiginosamente di anno in anno, le squadre spariscono, altre chiedono di rinunciare al campionato di pertinenza - vedi Venezia che dopo anni di onorata serie A ha chiesto di ripartire dalla B. A livello giovanile, le squadre che partecipano a campionati di alto livello si riducono progressivamente: Pordenone, in questo caso e per fortuna, rappresenta un'isola felice. Tre finali nazionali in tre categorie diverse nello stesso anno stanno ad indicare lo stato di salute della società rosa locale. Ciò che stupisce è l'immobilismo delle società di vertice, che hanno abbandonato totalmente la propria attenzione verso il reclutamento e la formazione dedicandosi esclusivamente ad inseguire obiettivi a scadenza breve se non immediata: se non c'è spinta dall'alto, difficile che dal basso si possa crescere. Occorre un'inversione di tendenza se il basket femminile vuole continuare ad esistere: la forbice con gli altri Paesi rischia di allargarsi ogni giorno di più.
Pordenone non è, Livio, una isola felice. E' un posto dove si investe nelle poche ragazze che con coraggio giocano a pallacanestro. Dando loro struttura e ottimi staff tecnico e dirigenziale. Ma le ragazze restano poche, i migliori prospetti atletici praticano altre discipline, su tutte la pallavolo. La colpa non è di nessuno, semplicemente alle donne la pallacanestro non piace. E senza numeri, come ovvio, arrivano solo risultati episodici. Non c'è da preoccuparsi, dunque, per una disciplina che - purtroppo? forse si, purtroppo - non interessa che a un ristretto numero di persone. Tu che puoi, spiegalo anche alla federazione.
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