"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

sabato 19 novembre 2011

magico sabato

Per un insegnante lavorare di sabato è una sorta di iattura, un'esemplare punizione per un grave peccato commesso. Ancora adesso mi sto chiedendo di quale colpa mi sia macchiato per meritarmi una sorte così avversa e malvagia. Questa è una delle categorie lavorative dove esiste un'effettiva disparità di trattamento tra i dipendenti: tanto per fare un esempio, chi lavora nel commercio è consapevole della mole di lavoro che gli spetta. Oppure i turnisti, sanno in partenza i dettagli del proprio destino. Per quanto riguarda i docenti, invece, l'orario di lavoro è stabilito da altri a tavolino. C'è chi lavora di pomeriggio, chi di mattina, chi le prime ore, chi le ultime, chi ha da sempre lo stesso giorno libero, chi lo cambia ogni anno. Quando ho capito, dalle facce inconfondibili dei compilatori dell'orario, che anche quest anno avrei dovuto sopportare l'inevitabilità degli eventi, mi sono messo il cuore in pace e il pre-festivo in tasca. Esiste comunque l'altro lato della medaglia, certamente più incoraggiante. Non si sa per quale motivo, di sabato a scuola l'atmosfera è rilassata e soave, come se gli alunni avvertissero la necessità di deporre le armi. D'incanto, maggiore disponibilità e collaborazione. Sorrisi, battute, gentilezze. Cose da non credere! Un'aria leggera mai respirata nei giorni feriali. Sarà la legge di compensazione, oppure la sensazione di essere già in vacanza. Sta di fatto che le ore passano in fretta e quasi diventa divertente ed utile l'esercizio dell'insegnamento. A questo punto sorge un dilemma: meglio il privilegio del fine settimana lungo o la soddisfazione nel provare che la missione dell'educatore ha ancora senso di esistere? Ai posteri l'ardua sentenza.

Nessun commento:

Posta un commento