Un conto è essere cattivi, un altro è farlo. Io sono della seconda specie. Un teatrante in sostanza. C'è una bella differenza: chi è cattivo dentro vuole il male dell'altro, chi lo è fuori in genere vuole il bene. Gli educatori sono tutti imbroglioni: bleffano, interpretano, recitano: in palio c'è la formazione dell'uomo di domani. E' strano: nella cattiveria apparente è nascosto un atto d'amore. Difficile da capire, ma tutti i grandi formatori hanno agito più o meno così. Per ottenere successo è indispensabile percorrere sentieri ad alta pendenza: chi promette traguardi facili, sa di mentire e commettere grave reato verso le nuove generazioni. Non c'è migliore via dello sport per capire quali sono le risorse necessarie per farcela anche nei momenti di maggiore difficoltà. Ti insegna che la fatica ha sempre una ricompensa, che non esistono sogni impossibili, che vince chi merita, che se resisti il premio sarà doppio. La soddisfazione non sta nella vittoria, ma nell'aver gareggiato: lottare fino in fondo senza calcolo e risparmio. Questo dobbiamo insegnare. Per farlo dobbiamo essere davanti al gruppo e pagare per primi se necessario: stavolta in forma reale, non apparente.

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