Ci abbiamo giocato contro. Era a Donoratico, grazioso paesino del litorale livornese, durante un concentramento interzona. Prima partita, contro Stella Azzurra Roma. Playmaker appunto, Mario Delle Cave. Vincemmo quella partita drammatica dopo essere stati sotto anche pesantemente. Noi andammo alle finali, la Stella rimase a casa. Ma non ci può essere una partita più drammatica della morte. Da una partita persa si può tornare indietro, dalla morte mai. 18 anni, come i nostri ragazzi, suoi coetanei del '93, nel fiore dell'età e della carriera. Mario non può più palleggiare nè fare assist: la sua corsa è finita. Per sempre. E' vero: perchè mai il destino dovrebbe risparmiare gli atleti, per quale motivo il nostro ambiente dovrebbe rimanere immune alle tragedie? Qualche volta il sorteggio ci tocca, il numero estratto è a noi vicino. Il fato avverso è forse sufficiente a trovare una risposta, non certo per placare il dolore. Giocheremo tutti anche per lui, per non dimenticare che in fondo, malgrado ansie sofferenze e continue incazzature, scendere in campo è il più bel divertimento del mondo.

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