"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

martedì 20 settembre 2011

prima il dovere

Settembre. In linea teorica, uno dei mesi più belli. Non è caldo e nemmeno freddo.Le giornate sono ancora sufficientemente lunghe. Per chi può andare in vacanza, un vero affare: poca folla, poche spese. Per chi lavora in ambito formativo, sia sportivo che didattico, un periodo infernale: è come rialzarsi dopo una sbronza o come attendere l'esito incerto di un esame importante. Rimettere in moto la macchina educativo-sportiva è un compito improbo: orari da sistemare, palestre da organizzare, nuovi ritmi ed equilibri da trovare. A scuola tutti a caccia del sabato libero: visto che non posso avere l'aumento, mi consolo con il fine settimana lungo. In palestra, l'orario gettonato è la fascia 18-20: bisognerebbe avere 100 palestre in città per soddisfare i desideri di tutti. Quando eravamo piccoli, cominciavamo alle 2 del pomeriggio: oggi, prima delle 17, le palestre sono semi-vuote. Dobbiamo ringraziare la Gelmini e Brunetta che hanno voluto le ore da sessanta minuti costringendo gli alunni a rientri estenuanti e, purtroppo, improduttivi. Le società sportive non vengono scelte per la qualità espressa e certificata negli anni, bensì per il ventaglio di disponibilità oraria: se per fare mini-basket c'è bisogno di acrobazie nell'organizzazione domestica, non c'è problema, c'è sempre il nuoto o la scherma. L'importante è fare sport. Quanta nostalgia per i remigini, coloro che avevano il privilegio di tornare a scuola il primo di ottobre: davvero settembre era ancora un mese estivo, per alcuni la possibilità di fare due lire con le vendemmie dei Conti di Porcia. Non so quando potrò tornare a riassaporare quei profumi e quei colori: per il momento, immancabilmente, ogni giro, ogni ripartenza, mi capita di vedere musi lunghi e sbuffi da ogni parte. Non è facile ricominciare, ma necessario. Inchiniamoci al senso del dovere: il piacere ha tempo, può aspettare.

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