"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

domenica 11 settembre 2011

masochisti di vocazione

Andare a fare un torneo di basket sul lago Maggiore è come stare al cellulare di fronte al tramonto, come guardare una partita di calcio mentre la nostra donna ci sussurra parole d'amore. E' quasi una bestemmia. Come si fa a chiudersi in una scatola di cemento armato, urlare e soffrire, mentre fuori la gente fa il bagno, passeggia sulla riva, prende il sole e si sbaciucchia sulle panchine? Noi masochisti della pallacanestro siamo in grado di fare anche questo. Di rovinarci la vita andando in cerca di avventure che hanno poco a che fare con l'aumento di felicità personale. Avevamo un compito da sbrigare e abbiamo cercato di assolverlo. I primi incontri ci hanno sbattuto in faccia la nuova realtà, verso la fine ci siamo convinti che fare quattrocentocinquanta chilometri valeva quantomeno il sacrificio di provare a vincere. Un paesaggio straordinario. Gente fantastica con il gene innato dell'ospitalità. Non poteva andare meglio. Torniamo con qualche sensazione positiva e con la certezza che il cammino da fare è ancora lungo. Non abbiamo fretta, vogliamo fare un centimetro alla volta. La frenesia, in genere, fa brutti scherzi. Moncalieri si aggiudica il torneo, squadra al momento inarrivabile per molti: l'abbiamo assaggiata, aveva il sapore forte dell'impresa impossibile ma anche dolce dell'averci provato. Domani si va a scuola: quelle albe, quei tramonti, quelle luci, ci aiuteranno a superare la sindrome da rientro. Cara Verbania, ci mancherai!

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