Quello che è successo a Londra nella
ginnastica artistica – concorso a squadre
- è sbalorditivo ed inquietante. Dalle nostre parti si direbbe
“pezo el
tacon del buso!” In estrema sintesi, dopo un pessimo ed ultimo esercizio
al cavallo dei giapponesi, da secondi si ritrovano quarti. Gran Bretagna
incredibilmente argento – vorrei vedere se fossimo stati altrove - , Ucraina
sorprendentemente ma meritatamente terza. Ma qui si consuma la beffa olimpica:
i nipponici fanno ricorso, viene accolto, tornano secondi. Gran Bretagna retrocessa,
Ucraina – senza santi protettori in cielo – fuori dalle medaglie. Uno scandalo
vero e proprio, un furto con scasso in pieno giorno. Il gol non convalidato a
Muntari, in confronto, è una barzelletta. Perché? Perché l’esercizio era già
stato attentamente valutato: c’era forse bisogno di tornarci sopra? Episodio
molto simile con le italiane dei tuffi: per fortuna Cagnotto padre, vero
signore, ha evitato code polemiche preservando la concentrazione della figlia
per il proseguo delle gare. Nel recente passato, anche alle azzurre della
ritmica è toccato in sorte – ma è proprio casuale? – lo stesso beffardo
trattamento. Le discipline con valutazione sono da sempre un problema per lo
sport: il potere dovrebbe essere lasciato all'atleta, non ad altri. Anche gli arbitri possono condizionare un incontro ma non possono impedire
ad una squadra di fare canestro o goal. Un giudice, al contrario, ha facoltà illimitate: è
sufficiente vedere i numeri assegnati ai tuffi per capire quanto sia ampio lo
spettro valutativo. E’ come un compito di italiano: gli errori di grammatica
sono scientifici, ma la forma e i contenuti sono discrezionali. Senza nulla
togliere alle qualità sportive degli ospitanti, anche un bambino si sta
rendendo conto che le speranze dei britannici sono maggiormente legate alle
discipline dovei giudici possono lavorare sui decimi. Nel basket, ad esempio, l’arbitro
può non fischiare un fallo ma non può non convalidare un canestro: per questo,
ma non solo, per gli inglesi non c’è speranza. Perfino nei 100 metri, nessuno
può fermare Bolt se non sé stesso: difficile imbrogliare dove la variante è il
tempo. I cittadini di oltre Manica hanno perso il loro abituale aplomb: poca
gloria al momento. Ma non si preoccupino: da qualche parte, in qualche modo, un
aiutino arriverà. Per la felicità della Regina e per l’incazzatura del resto
del mondo.

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