"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

martedì 31 luglio 2012

giochi di prestigio


Quello che è successo a Londra nella ginnastica artistica – concorso a squadre  - è sbalorditivo ed inquietante. Dalle nostre parti si direbbe “pezo  el  tacon del buso!” In estrema sintesi, dopo un pessimo ed ultimo esercizio al cavallo dei giapponesi, da secondi si ritrovano quarti. Gran Bretagna incredibilmente argento – vorrei vedere se fossimo stati altrove - , Ucraina sorprendentemente ma meritatamente terza. Ma qui si consuma la beffa olimpica: i nipponici fanno ricorso, viene accolto, tornano secondi. Gran Bretagna retrocessa, Ucraina – senza santi protettori in cielo – fuori dalle medaglie. Uno scandalo vero e proprio, un furto con scasso in pieno giorno. Il gol non convalidato a Muntari, in confronto, è una barzelletta. Perché? Perché l’esercizio era già stato attentamente valutato: c’era forse bisogno di tornarci sopra? Episodio molto simile con le italiane dei tuffi: per fortuna Cagnotto padre, vero signore, ha evitato code polemiche preservando la concentrazione della figlia per il proseguo delle gare. Nel recente passato, anche alle azzurre della ritmica è toccato in sorte – ma è proprio casuale? – lo stesso beffardo trattamento. Le discipline con valutazione sono da sempre un problema per lo sport: il potere dovrebbe essere lasciato all'atleta, non ad altri. Anche gli arbitri possono condizionare un incontro ma non possono impedire ad una squadra di fare canestro o goal. Un giudice, al contrario,  ha facoltà illimitate: è sufficiente vedere i numeri assegnati ai tuffi per capire quanto sia ampio lo spettro valutativo. E’ come un compito di italiano: gli errori di grammatica sono scientifici, ma la forma e i contenuti sono discrezionali. Senza nulla togliere alle qualità sportive degli ospitanti, anche un bambino si sta rendendo conto che le speranze dei britannici sono maggiormente legate alle discipline dovei giudici possono lavorare sui decimi. Nel basket, ad esempio, l’arbitro può non fischiare un fallo ma non può non convalidare un canestro: per questo, ma non solo, per gli inglesi non c’è speranza. Perfino nei 100 metri, nessuno può fermare Bolt se non sé stesso: difficile imbrogliare dove la variante è il tempo. I cittadini di oltre Manica hanno perso il loro abituale aplomb: poca gloria al momento. Ma non si preoccupino: da qualche parte, in qualche modo, un aiutino arriverà. Per la felicità della Regina e per l’incazzatura del resto del mondo.

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