"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

lunedì 30 luglio 2012

mal di celebrità

Federica Pellegrini rappresenta l'emblema di come sia possibile distruggere un campione nell'era post-moderna in suolo italico. Naturalmente nemmeno l'atleta è esente da colpe. Gossip, pubblicità, interviste, partecipazioni ad eventi: nessuno può convincermi che tutte queste distrazioni non incidano sul profilo agonistico della nuotatrice. Il personaggio può piacere o meno: personalmente, mi interesso molto poco dell'antipatia o della permalosità. Mi interessa il sul formidabile talento. E' però innegabile che molte avversarie abbiano spesso utilizzato la vanagloria dell'azzurra per saltarle addosso ad ogni occasione. L'esposizione è diventata, per un atleta di alto livello, la questione più importante da risolvere: è possibile proteggersi dai media e dagli sponsor? Sono drastico: ci vuole una capacità mentale fuori dal comune per rimanere isolati dalle tentazioni di successo e guadagno. Non è un caso che la Pellegrini abbia annunciato un anno di stop: dopo la Filippi - altra nuotatrice di vertice sparita dalla circolazione - siamo di fronte all'ennesima indigestione da stress agonistico. La fatica non è entrare in acqua, bensì non riuscire a trovare una nicchia dove rifugiarsi. Potrebbe chiamarsi mal di celebrità. Oppure, dovere di vincere. Federica ha i suoi torti: avrebbe dovuto difendersi e invece ha continuato ad attaccare. Ma ha i suoi alibi: il sistema è malato, spreme i nostri eroi sportivi e li stritola, spesso a loro insaputa. Castagnetti, tutto questo, non l'avrebbe permesso. Ma il buon Alberto, purtroppo, non c'è più.

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