"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

giovedì 6 ottobre 2011

mal di routine

Ricco. Famoso. Antipatico - almeno finchè giocava con le altre squadre - Bello? (lascio la risposta alle lettrici se mai ce ne fossero) Si chiama Zlatan Ibrahimovic e pare che sia stufo della professione di calciatore. Può avere qualsiasi cosa ma non è contento di ciò che ha. Il suo stipendio annuale vale 400 volte il mio ma sembra non sia sufficiente a comprargli la felicità. Malgrado tutto lo capisco. Non lo giustifico, ci mancherebbe, ma posso intuire cosa gli stia capitando. Si chiama volgarmente mal di routine e ne sono affetti quasi tutti gli uomini e le donne della civiltà post moderna, calciatori compresi. Chi non si é mai sentito ingabbiato tra sveglie, campanelle, orari, timbri, ambienti, facce che si ripetono senza sosta e pietà per tutti i santi giorni? Chi non si è mai sentito logoro di fare le stesse cose in maniera continuativa e per lungo tempo? ( i politici sono una categoria a parte, possiedono un vaccino contro la noia ) Forse gli artisti hanno il privilegio esclusivo di poter trascorrere le giornate in modo diverso e creativo: il disco fatto da De Andrè e De Gregori in Sardegna è stato scritto dal primo di notte e dal secondo di giorno. In pratica, i due si salutavano prima di andare a letto lasciandosi il compito a vicenda di concludere il lavoro iniziato. Anche i cow-boys, almeno quelli dei film, avevano una vita affascinante: un giorno pistoleri, un altro amanti, poi bari al gioco, rapinatori e molto altro. Il mito di Robinson Crusoe è quanto mai attuale: da situazione disperata di emergenza ad una vera e propria opportunità per uno stile di vita nuovo fondato sull'essenzialità. Mai come adesso mi tornano in mente le vecchie vignette della settimana enigmistica con l'omino solitario sull'isola deserta: chi ha detto che la scialuppa così agognata sia davvero di salvataggio oppure di eterna condanna?

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