Stavolta arbitri contro. Tola, presidente dell'AIAP, chiede la conversione immediata delle valutazioni degli osservatori in voti. Zancanella, presidente CIA, risponde picche. Da qui gli arbitri non si sono presentati ai test atletici preliminari e si rischia così di cominciare il campionato senza fischietti. La questione relativa alla valutazione della prova arbitrale è molto delicata: nel corso degli anni abbiamo assistito a giudizi ribaltati all'ultimo istante con promozioni e bocciature immeritate. Trovo sia irrinunciabile la richiesta di maggiore trasparenza: certo non è pensabile una valutazione oggettivamente perfetta, quantomeno si potrebbe porre freno ai sistemi perversi e spesso corrotti che hanno caratterizzato i salti di categoria della componente arbitrale. In sintesi, tutti vorremmo che fischiassero in serie A i più bravi e non i raccomandati. In passato, anche recente, alcuni arbitri di Pordenone avrebbero meritato di misurarsi con la massima serie, ma guarda caso, nessuno è riuscito a compiere l'ultimo passo utile per accedere nel gotha del basket nazionale. D'altra parte, un conto è un pallone che entra nel canestro e che vale 1,2 oppure 3 punti a seconda delle situazioni e che nessuno può contestare; un altro è un giudizio dato da altri su criteri apparentemente oggettivi ma che è macchiato inevitabilmente dalla fallibilità dell'interpretazione soggettiva. Come la ritmica o i tuffi: chi può dare la certezza assoluta che la valutazione corrisponda effettivamente alla prestazione? Se i voti fossero pubblici e uscissero di volta in volta sarebbe difficile se non impossibile manipolare ciò che appare evidente: perchè il CIA fa resistenza?
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