In un'altra vita non farò più l'allenatore. Il mio turno è finito. Mi piacerebbe fare il giocatore: potrei divertirmi e finalmente dormire le notti seguenti alle partite. Oppure l'arbitro - perchè no? - mi prenderei un sacco di insulti - e chi non li prende? - ma almeno non sarei a rischio di esonero. Potrei fare il dirigente, operare sul mercato e scegliere gli allenatori. Il giornalista? Non male, un conto è riportare i fatti, un altro fare le scelte. Che dire poi dei commentatori televisivi, belli seduti in poltrona a sentenziare verità e giudizi sulle ceneri altrui. Ci sarebbero poi nuove figure professionali: il preparatore fisico ad esempio, che colpa ne ha se la squadra non fa mai canestro? Il procuratore, interessante parlare per conto d'altri. Deve essere un castigo divino che prima o poi tocca a tutti. Anche a te, caro Paolo Maldini, che hai affermato che non farai mai l'allenatore, per nessuna cosa al mondo. Un giorno, in un'altra era, forse in un'altra galassia, toccherà pure a te affrontare la fatidica e stupida domanda alla quale, da affermato mister, non potrai sottrarti: da giocatore ero un brocco!

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