"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

giovedì 9 agosto 2012

sostenibile leggerezza

Stefano Baldini vinse ad Atene la maratona e giunse dodicesimo quattro anni dopo a Pechino. Tutti speravano nella replica trionfale. Giunto al termine, disse addio all'agonismo. Da campione olimpico qual' era, accettò la sconfitta. Difficilissimo rivincere, ma lo é ancor di più perdere dopo aver vinto. Così é successo a Schwazer: nella sua testa era concepibile solo la medaglia d'oro. Un tarlo che altri hanno contribuito a ficcargli nella testa: pressioni, aspettative, digiuni troppo prolungati per una federazione, quella dell'atletica, abituata a raccogliere sempre qualcosa nelle specialità di fatica. Vedere Tania Cagnotto e Vanessa Ferrari con la medaglia di legno e le lacrime agli occhi, fa tenerezza ma anche rabbia: quarto posto alle olimpiadi, perchè dovrebbe essere un fallimento? Questa assurda ossessione per le medaglie sta distruggendo i nostri atleti migliori. Chissà come mai tutti quanti chiedono una pausa agonistica o minacciano addirittura il ritiro. In Italia tutto viene maledettamente drammatizzato: chi vince é un eroe, chi arriva quarto è un signor nessuno. Senza considerare, naturalmente, che ci sono avversari altrettanto agguerriti e preparati. Un decimo di secondo, un millimetro, un piattello, una stoccata: questa la differenza tra la gloria e la gogna. La realtà è un'altra: chi arriva alle olimpiadi é già un campione e non deve dimostrare nulla. Dovrebbe essere un'esperienza unica e irripetibile, ma per alcuni diventa un incubo. Non voglio assolvere Schwazer: l'ha fatta troppo grossa. C'ero anch'io tra quelli che ascoltavano l'inno mentre si alzava la bandiera. Oltre a se stesso e i propri famigliari, ha tradito un popolo intero. Però questo triste e increscioso episodio deve insegnarci qualcosa: il successo passa attraverso la leggerezza. La leggerezza di Josefa Idem che a 48 anni suonati, due figli e otto olimpiadi, riesce ancora a trovare il gusto di allenarsi e gareggiare. E se non é arrivata la medaglia, pazienza. Per noi rimarrà per sempre un grande esempio, come atleta e come donna.

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