"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

sabato 25 agosto 2012

buon mattino

È ancora presto per pensare che l'Italia del basket si trovi fuori dalle secche degli ultimi anni e che possa aver intrapreso un percorso di lenta ma progressiva guarigione. Le contendenti non autorizzano facili trionfalismi: a parte la Turchia - che non schiera gli americani - non esistono nazionali in grado, per tradizione e talento, di impensierire gli azzurri. Pagato il debito con l'onestà, non si possono però nascondere meriti e cambiamenti sostanziali. Il primo aspetto che salta all'occhio è l'atteggiamento giusto con il quale affrontare le gare: umiltà, massima concentrazione, solidità. Virtù essenziali se si vuole fare strada in assenza di grande talento. Una squadra operaia, dove tutti sono disposti ad aiutarsi sia in attacco che in difesa. Un gruppo affiatato stretto intorno al suo leader tecnico e carismatico che risponde al nome di Danilo Gallinari. Spendo due parole su questo giocatore fantastico: mai una parola o un gesto fuori posto. Pur non essendo in ottime condizioni fisiche, si è messo a disposizione facendo ciò che serve alla squadra: meno tiri dal perimetro, più presenza in area. Un esempio al quale si spera possano guardare i due grandi assenti d'oltreoceano. Gli altri giocatori hanno trovato nella nazionale quello che è mancato nei club di appartenenza: gente con molta voglia di riscatto, diventata improvvisamente un fattore nelle sapienti mani dell'allenatore. Ciò dimostra, se ce ne fosse stato bisogno, che ai nostri non manca nulla se non l'esperienza internazionale che altri maturano nei loro paesi fin dai primi anni post- giovanili. Pianigiani è il valore aggiunto: se qualcuno voleva una conferma al buon lavoro svolto a Siena, eccolo servito. La squadra gioca bene e nessuno esce mai dallo spartito: quando si è consapevoli dei propri limiti, la soluzione va cercata insieme evitando iniziative solitarie. È ancora presto, ma questo è lo spirito giusto. Per giocare una finale olimpica - come ad Atene 2004 - la strada è ancora lunga. Intanto accontentiamoci di aver imboccato la direzione esatta. Il buon giorno, spesso, si vede dal mattino.

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