"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

sabato 4 agosto 2012

dream team style

Gli americani del basket non mi piacciono. Probabilmente vinceranno la medaglia d'oro ma  il mio giudizio non subirà variazioni. Superficiali, sciatti, presuntuosi, boriosi. Il Dream Team del 92 stravinceva ma aveva un altro stile. Soprattutto convinceva l'atteggiamento con il quale affrontava gli avversari: massimo impegno, totale rispetto. Mi perdoni coach K, di cui ho la massima stima, ma al momento non vedo un gioco corale, una chimica dove tanti campioni sanno usarsi a vicenda. Vedo talento, molto talento, dove straordinari interpreti del gioco sfilano sul palco in forma distinta e separata. Uso infinito del tiro dalla distanza, poca se non nulla applicazione difensiva. Tante pacche sulle spalle, tanti gesti d'apparenza, ma in fondo ciascuno cerca più la gloria personale che il successo comune. Non proprio un grande spot per la pallacanestro: ai ragazzi che guardano le olimpiadi consiglierei di seguire altre squadre, dove il concetto di gioco collettivo mette in secondo piano la prodezza individuale. Purtroppo si perde il pelo ma non il vizio: gli statunitensi da sempre si credono i migliori e considerano le qualificazioni come un'inutile perdita di tempo. Sembra che non abbiano ancora imparato dai propri errori. Faccio i miei migliori auguri al team Usa, ma mi troveranno sempre dall'altra parte: la simpatia non è un obbligo, ma in certi casi potrebbe tornare utile. A proposito: non mi é piaciuto nemmeno l'altro dream team, quello azzurro del fioretto femminile. Non si balla prima di chiudere l'assalto. La sfrontatezza che conduce al trionfo è la stessa che ti rende indigesto. La legge, condivisa universalmente, della reciprocità, dice una cosa semplice: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Attenzione, c'é sempre una rivincita e, da quello che ne so, anche i balli russi sono spettacolari!

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