È come sparare sulla crocerossa ma non si può tacere. Il livello dei commenti Rai, dalla pallacanestro al calcio, è offensivo della nostra intelligenza. Non è necessario essere padroni della disciplina per cogliere incompetenza ed approssimazione. Aveva ragione mio padre che toglieva il sonoro prendendosi regolarmente insulti dal resto della famiglia. Erano gli anni di Martellini e Pizzul, mica due idioti. Figurarsi cosa farebbe adesso. Non ci sono giustificazioni: visto che noi tutti, a parte i furbetti, paghiamo il canone, è giusto pretendere. Se i giocatori sbagliano vanno in panchina, gli allenatori vengono esonerati, gli arbitri fermati. I telecronisti? Loro non pagano mai. Si allenano? Mancia competente a chi ne sa qualcosa. La raccomandazione sembra più importante della competenza. In realtà, le immagini parlano da sole: come l'arbitro migliore è quello che si vede meno, così il commentatore più bravo è quello che non si sente. Non è mica la radio - a proposito, che nostalgia le vecchie radioline sull'orecchio e la voce gracchiante e mitica di Enrico Ameri. Il commento tecnico ha un pò addolcito la pillola: un conto però è avere a fianco un allenatore, un altro un ex giocatore. Collovati, ad esempio, è stato un super difensore, ma appena apre la bocca andrebbe cacciato per direttissima. La tribuna post partita è di fatto il momento più delirante: una babele di personaggi inutili di cui onestamente interessa molto poco l'opinione. Ci sono degli stipendiati Rai da oltre 20 anni di cui non si capisce il senso e la presenza: una specie di pre-pensionamento di lusso. Qualcuno, che si occupava di basket addirittura, ha coniato termini tipo "tiro ignorante" riferendosi alle bombe epiche di Basile: che sappia io non esistono tiri ignoranti, esistono casomai uomini ignoranti . Cosa possiamo fare? Il canone non possiamo rifiutarci di pagarlo, pena il pignoramento e il ludibrio pubblico. Non abbiamo potere sulle nomine. Non possiamo richiamare i vecchi alle armi. Noi ovviamente non saremo mai ingaggiati. Possiamo sempre fare come mio padre: se l'Italia sbaglia, fa goal o fa canestro, non serve qualcuno che ce lo dica.
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