"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

domenica 24 giugno 2012

by by nba

Vietato leggere ai minori di 25 anni. Avvisati, mezzo salvati. Nel senso che, per quanto mi riguarda, con la NBA ho chiuso. Vorrei chiudere anche con Sky che trasmette solo pallacanestro notturna - ma non eravamo noi che ci lamentavamo delle registrate della Rai? - ma purtroppo devo fare i conti con la resistenza in famiglia di ben tre azionisti su quattro. Non se la prendano Buffa e Tranquillo: quello che stanno trasmettendo non è degno della loro professionalità e competenza. Quando ho sottoscritto il contratto, in settimana andavano in onda otto dirette di eurolega. Uno spasso, un pò meno per la componente femminile. Oggi l'eurolega è confinata altrove, il campionato italiano è tornato alla Rai con i disastri già raccontati in altre circostanze. Gli adolescenti passano miriadi di notti in bianco cibandosi di una disciplina sportiva nata di squadra ma defunta nell'assoluto mito del supereroe. Tra questi ragazzi, molti sono giocatori: vorrei dire loro che la strada per il successo va dalla parte opposta, ma mi liquiderebbero in fretta come inutile e vecchio grillo parlante da cui stare alla larga. Non ha vinto Miami contro Oklahoma, bensì LJ contro KD. Quando vedo le cifre al mattino - mentre gli intrepidi riposano dalle fatiche notturne - non posso non provare fastidio: più di 30 punti a testa. Mi chiedo cosa ci sia di tanto interessante e spettacolare nel vedere un giocatore prendere l'iniziativa mentre gli altri osservano. Mi calmo, almeno apparentemente, ripensando ai vecchi miti d'oltreoceano: sembra la solita solfa post-bellica da vecchietto nostalgico, ma Magic e Larry Bird erano un'altra cosa. Erano bravi, bravissimi, avrebbero potuto fare di più per se stessi, hanno scelto di vincere con gli altri. Non a caso erano entrambi mirabili passatori, quando la palla era nelle loro mani tutti sapevano che poteva arrivare in qualsiasi momento. Non è certo colpa di Lebron, nè di Kobe o di Durant. Questo è quello che vuole la mega distribuzione mediatica, sorretta dalle grandi multinazionali nord americane. Se quest anno LJ avesse perso, cosa avrebbero fatto le grandi aziende che per l'ennesima volta avevano scommesso su di lui? Così mi devo accontentare degli aneddoti triti e ritriti del grande vecchio simpatico Dan e delle immagini - audio spento naturalmente - del misero campionato italiano. Da novembre a marzo, mi diletto con ESPN che manda in onda la vera pallacanestro a stelle e strisce, quella della NCAA, non capendo un accidente delle parole in originale. Molti giocatori europei hanno fatto marcia indietro e molti americani preferiscono emigrare: non sono così sicuro che la NBA sia il campionato più bello al mondo. Forse dove giocano i giocatori migliori, almeno per il momento. Mi sia consentito: tra uno sport, quello dell'eurolega, dove la forza del gruppo fa la differenza e un altro dove la differenza la fa il singolo, preferisco di gran lunga il primo. Superato? Non c'è problema. Sono abituato a queste cose. A scuola mi chiamano mammuth.

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