Non si alza un filo d'aria. Tutto fermo. Tutto tace. Eppure questo dovrebbe essere il periodo in cui regna il culto della parola. Campionati fermi, via libera alle ciance! Trasferimenti, rinforzi, proclami. Nulla di tutto questo. Calma assoluta o apparente? Quiete prima della tempesta? Forse la pallacanestro locale ha deciso di anticipare le vacanze. Chi non dovrebbe andarci sono i giocatori: non é necessario avere un allenatore alle costole per migliorare. Spesso il lavoro estivo fa la differenza: non si possono chiedere miracoli senza fare adeguati sacrifici. Entrare in una palestra senza autorizzazione non é un reato: parola di allenatore, non certo di uomo della legge. Un altro consiglio: fare sport diversi migliora il patrimonio motorio: non è un caso che i giocatori più forti siano in realtà polivalenti. Immaginate Pirlo playmaker o Stonerook portiere. Fissare un'attenzione continua sugli stessi movimenti conduce alla noiosa ripetitività e ad una certa rilassatezza neuro motoria. Ultima questione, quella che io chiamo del fuso orario: la forzata rinuncia alla sveglia mattutina comporta la distruzione del bioritmo. È come addormentarsi con i merli in italia e svegliarsi con i panda in australia. Capisco l'esigenza di vivere la notte, ma chi ha un pizzico di ambizione deve contenere il capriccio. Chi vuole recuperare terreno, di solito lavora mentre gli altri stanno fermi. Chi non vuole perderlo, conviene darsi da fare. In realtà, come diceva qualcuno, i campionati si vincono d'estate. Non certo a parole.

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