Uno scricciolo sulla terra rossa. Un bel pò diversa da quella che sta tremando. Sara Errani viene dall'Emilia, colpita al cuore e sofferente. Lei è in campo e combatte: non può fare altro. Non può restituire nè i morti nè le case. Può vincere ed è quello che sta facendo. Non può far tornare le cose come prima, può solo andare avanti, con rabbia,dolore e tenacia. Ha 25 anni ma è come se fosse una bambina. Non solo per il corpo minuto, ma per le espressioni di continua meraviglia. Non ci crede di essere in finale al Roland Garros! Tutto il pubblico parigino l'ha adottata: come potrebbe essere altrimenti, lei che ha un fisico normale e un curriculum striminzito. Nel tennis delle pallate,c'è ancora chi vince con tecnica e sagacia. Alla gente piacciono gli eroi, quelli capaci di ribaltare i pronostici: ciò che è logico e normale prima o poi fa il suo tempo. Cresciuta all'ombra delle già titolate Schiavone e Pennetta, finalmente si prende la ribalta. Tutto meritato, frutto di sacrifici enormi ed allenamenti asfissianti. Nessuno regala niente, quello che cerchi devi andare a prenderlo. Non può riportare pace e serenità nelle zone colpite. Non può abbracciare tutti. Non può ricostruire ciò che è andato perso. Può solo giocare a tennis. Davanti a quella che non è la sua gente. E noi tutti, malgrado altrove, scenderemo in campo con lei, vada come vada, costi quel che costi.

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