Dicono che non bisognerebbe far vedere Dada Pascolo ai piccoli cestisti perché ha una tecnica di tiro rivedibile: io dico, invece, che tutti i giovani dovrebbero imparare la sua determinazione, la voglia di migliorare, la sua capacità di usare il corpo e i piedi in spazi ristretti. È un autodidatta nel senso vero del termine: si è inventato un modo di giocare che calza a pennello con le proprie caratteristiche. Ha reso spettacolare ciò che normalmente viene ritenuto banale: le finte, il piede perno, il controllo del corpo e un cervello sopra la media sono sufficienti per mettere in ginocchio qualunque difesa, anche la più fisica. Ha aspettato con perseveranza e rispetto il proprio turno consapevole in cuor suo che il passaggio da Trento a Milano non sarebbe stato così agevole: avrebbe potuto continuare a fare l'eroe indiscusso ( come fanno tanti altri ) ma ha scelto di mettersi in discussione ricominciando da capo in un gruppo dove le gerarchie non sono definite. Di lui conservo un ricordo, mio personale, drammatico: 2007, Carnera, ultima e decisiva partita under 18. Udine già qualificata alle finali nazionali, Pordenone per andarci deve vincere: ebbene, quando la fame degli uni sembra avere il sopravvento sulla sazietà degli altri, ecco salire in cattedra Dada e con un finale imperioso sigla la vittoria e getta nella disperazione il clan naoniano. Un fuoriclasse, uno che tutti gli allenatori vorrebbero avere, uno che antepone gli interessi comuni a quelli personali, uno che entra in punta di piedi ma che non guarda in faccia a nessuno. Mi piace come gioca e mi piace come parla ( non è così comune, purtroppo ): da vero friulano, non spreca una parola e conosce l'onestà nella comunicazione. All'imbeccata 'ti fai sempre trovare pronto dovresti giocare di più' la risposta 'sempre sempre proprio no'. In queste parole è racchiuso il suo credo, fatto di volontà e impegno, e dove il vittimismo e la presunzione non trovano spazio. La nazionale arriverà, prima o poi anche il buon e bravo Ettore dovrà arrendersi all'evidenza: non c'è nessuno in Italia disposto a fare quello che non fanno gli altri come Dada Pascolo.
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