Incredibile Italia. Nel paese dove la scuola invita a mollare lo sport per lo studio; dove ai bambini tutto è concesso fuorché sudare e sbucciarsi le ginocchia; dove le olimpiadi non si possono fare perché ci sono cose più importanti; dove l'attività fisica non è stile di vita, bensì un lusso; ebbene, in questo paese è nata una stella. Una luce nel buio, ma non è Gesù bambino. Sofia Goggia, questo è il suo nome: si dice sia la nuova Deborah Compagnoni, anche se l'allenatore si guarda bene da fare confronti. Non propriamente astro nascente - a 24 anni solitamente si è già al top - ma quattro interventi alle ginocchia in sei anni hanno rallentato la sua ascesa e allo stesso tempo fortificato la mente. Si presenta così: " mia madre voleva tenessi le treccine, ma io mi tagliavo i capelli per giocare a calcio con i maschi ". Ha sempre fatto di testa sua, pagandone le conseguenze: gli infortuni sono anche frutto di spavalderia, come recentemente ammesso. Ora si dice più matura e consapevole. Usa il termine centratura, che significa, in sportivese, aver trovato il giusto equilibrio. Morale della favola: dopo cinque gare, cinque podi e seconda assoluta nella classifica di coppa. Per come la vedo io, è come una rosa nel deserto, come l'erba che si fa largo nell'asfalto, come una scala reale in una qualunque mano a poker. La bella notizia è che il talento nasce dove e come vuole e che non c'è niente che lo possa fermare: ne sanno qualcosa gli austriaci, nati con gli sci ai piedi, che nulla potevano contro il bolognese Tomba, emerso dalle nebbie padane per dare lezione ai detentori della specialità. Per fortuna non tutto viene deciso in laboratorio o attraverso pratiche estenuanti, anche il caso vuole la sua parte. La brutta notizia è che i governanti dello sport hanno speculato per anni su questi campioni, prendendosi meriti che non ci sono e perpetuando strategie - strategie? - politiche quasi sempre opposte alla formazione di nuove generazioni di atleti. Del resto, finché nascono fenomeni come Sofia, non c'è da preoccuparsi: la nazione darà sempre buoni frutti, avrà le sue coppe e medaglie. Il futuro è roseo: per una stella che si spegne ( Tania Cagnotto ) ce n'è un'altra che si accende. Federica Pellegrini è ancora in tiro. I conti tornano, come sempre. Che bisogno c'è di agitarsi?
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