
Camminare in montagna é come rubare alla vecchiaia. Ogni passo, un'ora in più. Devo ancora trovare un trucco migliore per guadagnarmi l'eternitá. Quando si parla di paradiso sulla terra non si può fare a meno di pensare ai paesaggi, le vallate, le distese d'erba, i ruscelli, le cascate. La montagna ha un altro pregio: accoglie molte specie animali, soprattutto ogni tipologia umana, dalla classica alla più eccentrica. Non è come il mare, dove le persone sono conformi ad un preciso modello. Cosí si può incrociare di tutto, é sufficiente possedere un pizzico di curiosità ed un certo spirito di osservazione. Ci sono quelli con il pettorale: non è difficile distinguerli, ti sorpassano accelerando il passo lasciandoti di stucco; i super accessoriati, quelli che abbondano di oggetti sconosciuti e, al più, inutili: zaini porta cani, bastoncini telescopici, occhiali specchiati da sintomatico mistero. I peggiori sono i tecnologici: vuoi mettere mandare un messaggio o un mms da 2000 metri d'altezza? Per non parlare dei suoni, nella maggior parte dei casi inascoltabili, nel bel mezzo della boscaglia silenziosa. Gente che urla, sbraccia e si arrabbia mentre di fronte si staglia un dipinto naturale: pazzesco, ma vero! Sono sempre più convinto - ahimè ecco la sparata di retroguardia - che i cellulari siano strumenti di morte: farsi raggiungere in vacanza dai casini quotidiani é equiparabile a darsi delle sassate sui testicoli: parlo per i maschi, naturalmente, risparmio il paragone alle femmine. Non stavamo meglio quando, per sentire i nostri cari, riempivamo di gettoni le cabine telefoniche? Altra razza inconfondibile, i frequentatori dei rifugi, soprattutto della cucina: costoro non mangiano per camminare, ma camminano per mangiare. Dulcis in fundo, ci sono quelli come me: dilettanti allo sbaraglio, si beccano la pioggia quando arriva e si bruciano al sole. Si curano le vesciche e le scottature di sera, con grande dignità soffrono in silenzio e ripartono il giorno dopo. Nello zaino manca sempre qualcosa: sbadati, con le borracce sempre vuote e le scarpe piene d'acqua. La montagna é una grande mamma: accoglie tutti nel suo abbraccio e, per fortuna, non fa distinzioni. Ci perdona tutto: eccessi, negligenze, superficialità, distrazioni. Nel frattempo continua la mia illusoria scalata verso l'immortalitá: non posso fermare il tempo, tutt'al più posso viverlo. Fino in fondo.
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