"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

giovedì 17 maggio 2012

usa e getta

Essendo un purista non ho potuto non provare vergogna. Per come vedo io le cose, la tattica serve a coprire i propri limiti: quasi mai, a livello giovanile, può avere uno scopo formativo. Ebbene sì: anch'io ho fatto zona per salvare la pelle! So di essere un sognatore, ma sarebbe bello ogni tanto avere a disposizione giocatori perfetti ai quali non servono trucchi o espedienti per superare gli avversari. Potrebbe sembrare presunzione, ma l'obiettivo andrebbe raggiunto non tanto nascondendo le proprie lacune, semmai tentando di colmarle attraverso il miglioramento dei singoli e della squadra. I giovani giocatori devono risolvere da soli i problemi che il campo pone di continuo: costruire degli automi può dare risultati immediati, ma alla lunga può creare atleti incapaci di adattamento a diverse situazioni di gioco. La flessibilità si costruisce non attraverso l'irrigidimento di ruoli e responsabilità, ma attuando formule di gioco dove tutti dovrebbero essere in grado di svolgere più cose. Non ho mai creduto che fossero le zone o gli schemi a vincere le partite; ne sono ancora più convinto ora con 30 anni di esperienza. Quando sento dire " hanno vinto ma hanno fatto 40 minuti di zona " non posso non avvertire un certo blocco allo stomaco: come se la sconfitta dipendesse dalla difesa e non dall'incapacità dell'attacco. Quest'anno ho provato a giocare senza tatticismi anche a livello senior, con la B nazionale femminile. Risultato? Siamo stati, senza far un minuto di zona, la terza difesa del campionato e, senza schemi in attacco, siamo riusciti a vincere 14 partite su 24. Abbiamo affrontato e battuto squadre che avevano attacchi organizzati e difese molto tattiche. Morale della favola? La vittoria ha altri padri: la qualità tecnica, la forza del gruppo, la voglia di battersi, il sacrificio di resistere. Le doti tecniche e morali sono certamente più determinanti di quelle tattiche. Eppure anche a me é venuta la tentazione, sebbene esclusivamente durante la fase finale, di ricorrere alle furbate pur di tentare qualcosa che spingesse la squadra a non cercare alibi e a restare in partita. Rimango più orgoglioso di aver vinto un titolo regionale senza ricorrere ad uno schema e ad un minuto di zona non essendo di certo la squadra migliore del campionato. La speranza è quella di vedere i nostri ragazzi tra qualche anno, quando arriveranno in prima squadra, capire ed interpretare il gioco. Della serie: non serve a niente imparare la poesia a memoria, semmai è necessario comprenderne il significato più profondo. Vogliamo atleti consapevoli. Di atleti superficiali non ce ne facciamo nulla: li abbiamo usati, si possono gettare.

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