"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

venerdì 7 agosto 2015

centrifughe d'agosto


Presunzione o necessità? Ogni ora che passa mi allontano dal mondo e il mondo si allontana da me. Non é solo questione etica, di bene o di male, ma anche fisiologica, di allergia epidermica. Ci sono gesti, un tempo forse tollerabili, che superano la soglia di sopportazione: faccende di natura privata date in pasto al pubblico e altre di natura pubblica risolte comodamente in privato. É certamente presunzione: credere all'isolamento come forma di realizzazione é un imperdonabile atto di sfrontatezza. Ma è anche necessità: se non mettiamo freno all'invasione saremo condannati a quello che Pasolini definiva il male d'epoca, oggi ancora più attuale, ossia l'omologazione. Clausura e ascetismo sembravano scelte di comodo, comunque estreme e impraticabili. Estrarsi  dal mondo oggi diventa indispensabile: prendere le distanze e guardare da un punto più alto dove le persone e le situazioni appaiono, per assurdo, contestualmente più nitide. Un conto é vedere, un altro osservare. Vedere é un fatto biologico, osservare significa comprendere e, ad un livello più alto, compatire e, per chi ne è capace, perdonare. Non voglio entrare nella centrifuga: subirò gravi perdite, ma è un prezzo che sono disposto a pagare. Alla mia età posso permettermi di rallentare. Quando ero giovane, convinto dalla potenza del dio del fare, pensavo che il moto perpetuo fosse l'unica ragione di vita e che il cambiamento avvenisse grazie alla frenetica successione di azioni. Ora ho imparato anche a stare fermo: forse il mondo non cambierà comunque, ma io non sarò certamente peggiore di quanto sia già.  

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