Ho profondo rispetto per lei e per il ruolo che rappresenta. Nel discorso di commiato dal vecchio anno, non ho trovato nulla da eccepire. Peccato per aver sprecato l'ennesima occasione per dare un volto e un nome ai responsabili della crisi e per essere rimasto troppo vago nell'elencare le proposte risolutive. Mi scusi, signor presidente: chi ci ha portato sull'orlo del baratro? Sbaglio o esistono delle persone, chiamate amministratori del bene pubblico, che dovrebbero vigilare sull'utilizzo corretto delle entrate e uscite di denaro proveniente dai cittadini? Quando una persona riceve un mandato, deve portarlo a termine nei tempi e modi richiesti. Troppo facile correggere i propri errori con denaro altrui: per la legislazione, mi sembra di capire che chi sbaglia debba pagare di tasca propria. Questo vale per tutti in condizioni di normalità, non per la classe politica. Se io come insegnante non faccio il mio dovere, sono punibile civilmente e penalmente. Possiamo dire la stessa cosa di chi vive in parlamento? E poi, signor presidente, mi sarei aspettato un invito pressante e inequivocabile alla casta a fare delle scelte esemplari in tempi di particolare gravità economica. Da chi può venire un monito se non dalla figura istituzionale più autorevole dello stato italiano? Mi sarebbe piaciuto sentire parole del tipo "cari colleghi, noi che siamo i privilegiati e che viviamo in una situazione di ricchezza spropositata, abbiamo il dovere di dare l'esempio al popolo italiano attraverso gesti concreti che mirino a contenere la spesa pubblica. Abolizione dei vitalizi, riduzione degli stipendi, diminuzione del numero dei parlamentari, soppressione delle auto blu e delle scorte, ecc ecc". Invece, niente: certo, ha parlato di colpire ricchezza e privilegio, ma restando molto sul generico. Una volta tanto, mi sarebbe piaciuto sentire nomi e cognomi: abbiamo forse paura di dire che i politici sono ricchi e privilegiati? No, egregio presidente, il suo discorso è rimasto a metà. E non mi interessa sapere che lei e qualcun altro avete già rinunciato a questo e quello: ci vuole un atto politico, coraggioso, inequivocabile, che valga per tutti. L' anno poteva iniziare sotto una buona stella. Così, invece, è nuovo solo per il calendario: per il resto, nulla di nuovo sotto il sole.
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