Dal Palazzo giungono voci che superDino sia agli sgoccioli. L'ultima bacchettata di Petrucci deve aver fatto traboccare il vaso. Nei giorni ormai lontani dell'incoronazione presidenziale era stato presentato come un liberatore, colui che se ne sarebbe fregato delle procedure e che avrebbe portato aria fresca nell'ambiente logoro e stantìo della pallacanestro italiana. Non è stato così: nemmeno un uomo informale come Meneghin è riuscito a risollevare le sorti della palla a spicchi. Sarebbe stato più semplice entrare in campo, tirare due gomitate e dare qualche spintone a rimbalzo. In realtà, il problema è anche politico, ma non solo: ci sono indubbiamente molte cose che la Federazione può e deve fare - ad esempio, per dirne una, può limitare alcuni sprechi soprattutto sulle nazionali - ma il vero nodo gordiano può essere sciolto unicamente all'interno delle migliaia di palestre sparse nel territorio. Non è colpa del presidente se il playmaker della nazionale italiana, con tutto il rispetto dovuto, risponde al nome di Maestranzi. Si può capire una certa difficoltà nel reperire giocatori di stazza di valore internazionale: non nascono tutti i giorni giocatori come Marconato o Chiacig, solo per citare gli ultimi in ordine cronologico. Nel caso del playmaker, stiamo parlando di un atleta con caratteristiche fisiche normali, ritrovabile all'interno del 90 % dei giovani cestisti italiani. E' evidente che esista una crisi vocazionale: è sempre più difficile trovare e creare giocatori di alto livello. Bargnani, Belinelli e Gallinari sono la classica eccezione alla regola: sotto di loro, ampiamente dimostrabile all'ultimo europeo, non c'è ricambio. Anche a me farebbe comodo sparare sulla federazione e liberare la coscienza da un tarlo insistente, ma i mali della pallacanestro italiana non sono di natura politica. O almeno non solo. Caro Petrucci, dica pure quello che vuole. Se la prenda con Meneghin. Affermi comodamente che la pallanuoto si è risollevata grazie ad un grande allenatore. Il problema è che Pianigiani è part time? Non vedo nelle altre nazionali panchine in esclusiva. La questione è, purtroppo, più grossa di quel che sembri. Non saranno le riforme a riportarci la nazionale alle Olimpiadi. Solo le maestre potranno salvare la pallacanestro, prima che sia troppo tardi.

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