"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

domenica 11 dicembre 2011

così non va

Fede, non ci siamo. Sei una campionessa e nessuno lo discute. Abbiamo tifato per te, sofferto, abbiamo esultato nei trionfi, cantato e battuto le mani durante l'inno di Mameli. Abbiamo sopportato alcuni atteggiamenti un pò divistici. Abbiamo tollerato la tua presenza a volte istrionica negli spot pubblicitari. Ti abbiamo perdonato alcune affermazioni non sempre ortodosse nelle interviste post-gara. Ci siamo disinteressati delle vicende sentimentali convinti che non fossero affari nostri. Stavolta no. Stavolta hai sbagliato. Una campionessa si vede nella vittoria, ma si distingue nella sconfitta. Sei arrivata quarta, giù dal podio, e te la prendi con l'ultimo degli allenatori? Hai perso, punto e basta. Capita a tutti di perdere, anche ai più forti. Nessuno è invincibile. Soprattutto nessuno è responsabile delle sconfitte più di sè stesso. Perchè coinvolgere altri nell'insuccesso? È come prendersela con gli arbitri dopo una partita. Come dare la colpa alla sfortuna. E se anche fosse vero tutto quello che hai detto, era così necessario strombazzarlo ai quattro venti? Non sarebbe stato meglio un regolamento di conti in privato? L'impressione é che tu non riesca a liberarti della presenza del povero e grande Alberto Castagnetti: davvero lui era fenomenale, sapeva come prenderti, ma nessuno è indispensabile e insostituibile, anche in casi eccezionali come questi. Una sconfitta può insegnare più di una vittoria: prendila e trasformala in rabbia agonistica. In fondo ciò che conta è Londra: un quarto posto agli europei in vasca corta non è niente al cospetto di una medaglia olimpica. E noi sappiamo che ci sarai: anche noi ci saremo per spingerti sul podio. E il tuo sorriso sul gradino più alto non ha niente a che fare con il musone e gli alibi di questi giorni. Quella è la Fede che ci piace.

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