"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

domenica 18 dicembre 2011

cara vecchia bontà

Sbaglio o a Natale dovremmo essere tutti più buoni? Sarebbe anche interessante lavorare sull'aggettivo: cosa significa essere buoni? Possiamo tradurre in mille modi: perdonare chi ci ha offeso; fare un'opera buona; andare a trovare i parenti; rinunciare all'istinto vendicativo. Certo che in giro esistono molti modi originali per ricordare il Natale: alberi che al posto delle palline hanno dei biglietti dove si chiede a Gesù Bambino di esaudire i propri desideri. Che non sempre, anzi quasi mai, contengono pensieri buoni. Chiediamo ad un bambinello, nato nel freddo e nella povertà assoluta, di far del male a quel tizio, a quell'insegnante, a chi ci ha dato qualche problema. Dove sono finiti i vecchi pensierini natalizi? Le poesie strappalacrime recitate sulla sedia a tavola, le letterine dolci e delicate, i biglietti cartacei, i propositi buoni, le canzoncine come colonna sonora dei pranzi famigliari? Dov'è finita la cosiddetta bontà? La bontà degli ingenui, di chi non pensa sempre male, di chi si fida, di chi va oltre, di chi all'apparenza sembra perdente, di chi dorme bene di notte. Ciò che un tempo sembrava infantile, oggi è dono prezioso e raro. Caro Gesù Bambino, tu che davvero sei buono, donaci un cuore pulito, senza macchia, incapace di pensare e fare male.

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