Ci risiamo. Il popolo dei calciofilismo a cottimo e a buon mercato è tornato alla ribalta. É bastata un' "eroica" vittoria con il Belgio per risvegliare l'orgoglio nazional popolare, "impresa" architettata a dovere prima che da Conte dai nostri organi di informazione che hanno fatto passare i nostri avversari per fenomeni e noi per studentelli al primo anno. Ci mancherebbe: con la linea Maginot e con il miglior guardiano della porta in circolazione siamo destinati a vincere l'europeo, se non altro ai rigori, specialità della casa. La nazionale mette d'accordo tutti: sindaci al ballottaggio, pro e contro rifugiati - spesso gli stessi profughi - , interisti e milanisti, sportivi e, soprattutto, non sportivi. Tutti amano la nazionale, basta che giochi con i piedi. Voglio vedere a luglio se ci saranno bandiere o tuffi in fontana per chi si gioca il preolimpico di basket o, addirittura ad agosto a Rio, per le medaglie del tiro a volo o della lotta greco romana. Siamo fatti così. Quelli che dicono agli studenti agonisti che se non studieranno come gli altri saranno bocciati sono gli stessi che si stracciano le vesti per il gol di Giaccherini ( a proposito, senza mancare di rispetto, ma é un attaccante, un centrocampista, uno e l'altro? ). Quelli che non sanno chi sia Tania Cagnotto o Vincenzo Nibali o Elisa Di Francisca sono gli stessi che suonano il clacson gridando ad alta voce il nome dei propri eroi con i finestrini aperti. Quelli che non sanno cosa sia un canestro da 3 punti, una stoccata, un coefficiente di difficoltà o un piattello sono gli stessi che parlano di fasce, difesa a tre o a quattro, di ripartenza o diagonale. Quelli che non farebbero un metro senza mezzi motorizzati sono gli stessi che di fronte ad una parata spettacolare sono capaci di saltare sopra un tavolo - e, magari, farlo a pezzi -. Quelli che pensano che per giocare a calcio si facciano sacrifici immensi e, invece, non siano necessari per vincere una medaglia nel judo o nella ritmica: gente che si allena otto dieci ore al giorno e che sono obbligati ad arruolarsi in un corpo militare per fare "professionismo" sportivo. Con il plagio ordito dall'informazione truccata, la sfida impossibile ha radunato quasi venti milioni di italiani davanti ai teleschermi: tutti, o quasi tutti, hanno dimenticato i vari tormenti che li assillano. Bene così: il calcio ( non l'elemento chimico ) ha davvero un effetto sedativo.
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