"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

giovedì 31 dicembre 2015

porgi l'altra guancia

Porgi l'altra guancia. Assurdo. Impossibile. Posso concepire l'amore per il prossimo, la solidarietà verso chi soffre. Qui mi viene chiesto di rimanere impassibile, di non reagire alle offese. Chi é quella donna o quell'uomo che riesce a praticare la nonviolenza non solo come metodo, ma come atteggiamento dell'anima. Forse Madre Teresa, Gandhi, Martin Luther King. Io non ci riesco. Non ce la faccio a perdonare il male. La cattiveria che ci arriva addosso invece di depositarsi si infrange e rimbalza fuori: forse questa é una spiegazione  - non certo l'unica - dell'infelicità umana. Chi ha pronunciato queste parole era pazzo? Ci ha sopravvalutati? O forse era solo un bravo oratore a caccia di facili consensi? Eppure le donne e gli uomini che hanno lasciato un'impronta indelebile -  non lo dico io ma la storia - sono quelli che hanno scelto di vivere in pace con gli altri ma, soprattutto, con se stessi. Quando c'è un cuore sano e pulito non c'è spazio per il rancore: se c'è amore per se stessi, non c'è odio per gli altri. Tutti noi conosciamo queste verità in superficie, ma in profondità siamo vulnerabili e preferiamo obbedire agli istinti primordiali. Purtroppo, per natura  siamo più orientati ad ottenere la ragione piuttosto che a vivere bene. Porgi l'altra guancia, cioè fai in modo che il male che ti è stato fatto non si trasferisca altrove, ma si perda nei rivoli nascosti e inutili dell'anima. É un'impresa titanica, ma é anche l'augurio che mi faccio. Ed è anche l'augurio che vi faccio.

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