"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

martedì 12 gennaio 2016

soluzione in movimento

A Sacile hanno sospeso le lezioni di educazione fisica perché il parquet é scivoloso e gli infortuni sono all'ordine del giorno. Non è una novità: chi lavora in palestra quotidianamente conosce bene l'argomento. Ad essere onesti, se il palazzetto liventino viene considerato inagibile dalla dirigenza didattica, mi viene difficile pensare ad impianti idonei in circolazione: la stragrande maggioranza degli ambienti deputati all'esercizio fisico scolastico non ha le credenziali necessarie. Inoltre, mi vengono in mente le lezioni di quarant'anni fa: palestre affollatissime, spazi angusti, insegnanti non proprio zelanti, eppure infortuni ridotti al minimo se non addirittura assenti. Cos'è cambiato? A parte un giustificato aumento di apprensione verso possibili provvedimenti legali, l'elemento determinante é rappresentato dalla stessa utenza. Mentre le palestre sono rimaste le stesse, i ragazzi di oggi non sono quelli di ieri. Migliori o peggiori, non è questo il problema. Il problema é che una buona parte dei ragazzi di oggi arriva alle scuole medie e superiori con un bagaglio di esperienze motorie ridotto al minimo. Non è che in passato gli alunni dell'asilo - o meglio detta scuola materna - o delle elementari facessero lezioni pratiche in palestra. Le palestre erano prati, alberi, fossi, muretti, vialetti, strade, cespugli. Chi di noi non tornava a casa con qualche ferita, prontamente nascosta per evitare guai peggiori. I ragazzi di oggi sono bravissimi sotto l'aspetto linguistico, hanno un vocabolario ampio e forbito, ma molti di loro sono letteralmente analfabeti per quanto riguarda le abilità motorie. Essendo il corpo fatto geneticamente per muoversi e sperimentare, appena entrano in palestra sentono il bisogno di fare, ma non possiedono i  requisiti  necessari per controllare la gestualità, in particolare nelle situazioni dinamiche di gioco o di attività sportiva dov'è é previsto inevitabilmente il contatto. Trovo quindi assurdo trovare un pretesto nelle palestre o nei pavimenti lisci: é necessario andare alla radice della questione. Se non si arriva rapidamente ad un patto tra famiglie, scuola e istituzioni per la costituzione di una vera e propria task force dove l'attività fisica diventa l'urgenza primaria, il futuro prossimo che ci aspetta sarà una moltitudine di giovani sovrappeso e sgraziati intenti a mandare messaggi virtuali e a partecipare come spettatori agli eventi. Rifare i pavimenti alle palestre é come dare una mano di vernice sopra la muffa: ripartire dal movimento, questa è la soluzione.

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