Chiedo al dio dei canestri - come lo chiama Max Menetti - di rompere gli indugi e di schierarsi apertamente. Sappiamo che tutte le storie che hanno un buon finale devono passare per il ferro ed il fuoco della tribolazione, ma sarebbe alquanto difficile se non impossibile sopportare l'idea che si sia arrivati fin qui per vedere Cenerentola, dopo aver sofferto follemente, cadere sconsolata a terra ed il suo sogno andare in mille pezzi. Sono di parte, lo ammetto. Forse anche con un certo rigurgito patriottico, anche se non offensivo, anzi, verso le milizie straniere. Sassari é una città di sport e di sportivi, l'avamposto di un'isola bellissima che non può e non deve separarsi dal grande basket. Ma ho come l'impressione - certamente non suffragata da basi scientifiche - che per Reggio questa sia, se non l'unica, una delle poche occasioni - come già detto saggiamente dal suo capitano - per lasciare il segno nella storia della pallacanestro. Non si poteva immaginare conclusione migliore: sono sincero, quando ho visto Milano uscire pensavo ad una serie al ribasso - forse lo stesso pensiero ha colto di sorpresa la stessa squadra sarda - ora invece ritengo che questa sia la più bella finale da molti anni a questa parte, considerando il dominio incontrastato di Siena una delle pagine più noiose. Non capita tutti i giorni di vedere giocatori giovani, anche stranieri, di formazione italiana in campo battersi per un traguardo così importante: sembra di essere nostalgicamente tornati ai tempi del max due per squadra. Reggio non ha imposizioni, né quote da rispettare, ha messo in campo i ragazzi, li ha fatti giocare ed ora riceve il giusto compenso; forse questa é la strada, in tempi di ristrettezza, che anche altri dovrebbero intraprendere. Una bella iniezione per la nostra nazionale che ha bisogno di gente allenata alle battaglie vere, non di figuranti chiamati in causa nei momenti di calma piatta. Dio dei canestri, ascoltaci. Basta tabellate, supplementari al cardiopalmo, rimonte clamorose. Per una volta, decidi da che parte stare. E se proprio dovrà essere finale mozzafiato, nessuno meglio di te può sapere cosa fare.
Nessun commento:
Posta un commento