"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

domenica 14 giugno 2015

come bambini


Il brusco passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza sarà uno degli argomenti più gettonati che vorrei affrontare faccia a faccia con il re dei re, ammesso che ci sia tempo e opportunità per farlo. Perché? Perché rinunciare ad occhi puliti e spalancati di curiosità? Perché appassire un fiore variopinto e gravido di essenze profumate? Perché passare da parole del tipo 'che bello' ad altre come 'che schifo' 'che noia' 'chissenefrega' solo per citare le più pulite. Credo fosse proprio il figlio dell'onnipotente a suggerire di ritornare come bambini. Che cos'è allora? Una prova? Una fregatura? Un assurdo e imprecisato invito a non evolversi? Ho un ricordo straordinario della mia infanzia: gioco, spensieratezza, sorriso. Problemi non mancavano, forse più grossi di quelli odierni, ma riecheggiavano lontani, come i temporali estivi notturni. La nostra corazza protettiva era fatta di sogni, colori, immaginazione. Se gli adulti di oggi sembrano diversi da quelli di ieri, i bambini restano gli stessi. É come se fosse un'età protetta, immune da contaminazione. Per questo sono sempre più convinto che saranno loro a salvarci, a ricordarci quali sono le vere cose che contano, a riportarci sulla retta via. Perché sono gli unici ad essere rimasti puri. É un po' di tempo che non frequento bambini: sarà per questo che sto peggiorando. Quando ero bambino, pensavo di imparare ma in realtà stavo insegnando. Ora che sono adulto, penso di insegnare ma in realtà dovrei imparare. Forse siamo fatti al contrario, come ci ricorda Fitzgerald nel curioso caso di Benjamin Button, che nacque vecchio e morì bambino. Troppe domande, per uno che ha girato la boa.

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