La squalifica di quattro anni a Carolina Kostner é l'ennesimo capitolo paradossale della vicenda doping. Per assurdo una sanzione più grave di quella del compagno - o ex? - Alex Schwazer. Alzi la mano chi avrebbe fatto diversamente, chi, in un impeto di legalità anafettiva, avrebbe invitato gli ispettori ad entrare e accomodarsi per dare una bella lezione al fidanzato imbroglione. Per carità, niente da dire, la legge é stata infranta, ma che debba pagare più duramente l'esecutore dell' ingenuo complice puzza molto di depistaggio e di sanatoria programmata. Si guarda alla pagliuzza e ci si dimentica della trave. Dove sono i dirigenti CONI che in nome della celebrità olimpica e di qualche medaglia in più hanno permesso, nascosto, sviato, collaborato? Per anni un sistema corrotto, interno ai vertici sportivi, abbagliato dall'ambizione, ha consentito che molti atleti potessero avere discutibili frequentazioni pur di non sfigurare in ambito internazionale. Come ha detto recentemente Alessandro Donati, combattente vero del doping e da sempre perseguitato, l'Italia sportiva deve avere il coraggio di ricominciare da capo e accettare di vincere un po' di meno per guadagnare in credibilità e valore morale. Pazienza se altri dovessero perpetuare strategie illegali e nocive alla salute degli atleti: un paese che dá l'esempio sarebbe il primo fondamentale passo verso l'estinzione del male. Perciò mi indigno nel vedere tanto accanimento verso chi, in realtà, ha avuto un ruolo marginale. Cominciamo a fare i nomi dei colpevoli veri, a cacciarli dai posti di rilevanza che ancora ricoprono e a dare punizioni esemplari: cominciamo davvero a ripulire i piani alti del palazzo. Non ci sarebbero atleti dopati se non ci fossero medici, dirigenti, funzionari collusi. Da chi arriva la squalifica? Guarda caso, dalla procura del CONI, lo stesso ente che ha coperto per anni gli atleti che facevano uso di sostanze dopanti. Evidentemente, lo dico da ingenuo e profano, c'è qualcosa che in tutto questo non funziona. Signor Malagò, tutti sappiamo che il suo compito non é semplice, ma adesso vogliamo vedere segnali evidenti.
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