"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

venerdì 19 dicembre 2014

scandalo a cinque cerchi

Le ultime olimpiadi in Italia risalgono al 1960 e all'immagine simbolo dell'omonimo Berruti con le braccia levate al cielo dopo una grande gara sui 200. Non c'ero - per ovvie ragioni anagrafiche - e non sono così sicuro di esserci alle prossime - almeno ventilate - del 2024. C'è la vita di una persona in mezzo alle due edizioni: non è poi così irragionevole o scandalistico richiederne l'organizzazione dopo molti lustri trascorsi in giro per i continenti. Il pensiero fatalpopulista - mi sia permesso il neologismo - ha già emesso un verdetto di condanna: ci sono altre priorità, non ci sono soldi, non devono farne le spese i contribuenti, i politici e le ditte costruttrici si stanno già leccando i baffi e via così fino all'audiosfinimento - altro neologismo, oggi siamo in vena -. Onestamente é ininfluente, nella logica della discussione, sapere da quale sponda politica sia fuoriuscita la proposta: per quel poco che conosco dell'ambiente partitico italiano, se fosse stata la destra, avremmo sentito le stesse reazioni a parti invertite. Ogni argomento é motivo di scontro, persino le olimpiadi che, per stessa natura storica, dovrebbero essere simbolo di pace e di unità. A dirla tutta, non mi convince, anzi non mi piace per niente, questa sorta di mentalità qualunquistica che giudica lo sport qualcosa di secondario rispetto ai grandi problemi quotidiani. Magari, a lanciare sassi, sono le stesse persone che frequentano gli stadi o le varie trasmissioni da cui siamo assediati da anni e dove, realmente, si discute di tante cose inutili. Lo sport, l'attività motoria, dovrebbero essere al centro della vita umana: se non altro nella ricerca di uno stato di benessere che da individuale diventa collettivo. Se io sto bene, stanno bene anche le persone che mi stanno attorno, e viceversa. Alle olimpiadi non partecipano tutti, ne siamo coscienti, ma un evento di questa portata potrebbe mettere in moto molte iniziative benefiche per la salute dei cittadini, come potrebbe aumentare i praticanti per ciascuna disciplina sportiva coinvolta. C'è la questione appalti truccati? Bene, allora non costruiamo più niente, concentriamo la nostra energia sulla demolizione, però non lamentiamoci delle infrastrutture vigenti. Sarebbe come dire, per usare un'analogia in tema: visto che l'allenatore non mi fa giocare, perché dovrei allenarmi? Per capirsi, siamo contrari alle olimpiadi perché non ci sono soldi - motivazione plausibile - o perché qualcuno potrebbe sguazzarci - motivazione inaccettabile? Se ci sono stati casi in passato di malaffare non significa, a priori, che si possano ripetere. Si costituisca un comitato garante della trasparenza e si agisca nella legalità. Quante volte ho sentito ripetere che mancano le strutture: questa potrebbe essere l'occasione per rimettere a posto l'esistente e per coprire gli spazi ancora vuoti. Non sono ingenuo, sono il primo ad ammettere che non sono tutte rose e fiori: uccidere sul nascere questa proposta, però, con argomenti non sempre pertinenti, ci rende ancora meno credibili verso la comunità internazionale. Non dico buttiamoci, ma nemmeno gridare allo scandalo. Siamo ancora in grado come comunità nazionale di riconoscerci in qualcosa che ci unisce?

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