Mi sono davvero rotto le scatole. Tolleranza zero. Non può esistere che un adolescente rifiuti di fare attività motoria. Nel bel mezzo del vigore fisico. La salute non è solo un diritto, é innanzitutto un dovere. Non è nemmeno un fatto di natura privata o personale: il sedentario danneggia la collettività. Due ore di educazione fisica alla settimana sono come una goccia d'acqua nel deserto: eppure, piuttosto di nulla, andrebbero spese nel migliore dei modi. Risultato? Il più delle volte, con la scusa di aver dimenticato l'equipaggiamento necessario, si rinuncia anche al minimo sindacale. Da giovane e invasato, sovente mi offendevo. Oggi, sono preoccupato. Generazioni molli, che crescono senza aver provato la fatica e che al primo ostacolo allentano la presa. Ci sono cose molto più importanti del benessere corporeo: telefonini, chat, video giochi, cuffiette. Divertimenti, oltre tutto, con costi energetici bassi. Non c'è partita tra una serie di flessioni a terra e l'ascolto di musica a tutto volume: che poi sia un problema per i timpani, é un dettaglio del tutto marginale. Attività pomeridiana? Forse due, tre su dieci. Abbandono precoce e non per colpa degli allenatori: eccessiva durezza fare tre, quattro sedute settimanali per poi fare un'apparizione fugace in campo. La tenacia non è più una virtù. Perciò resistono solo gli eletti, quelli che hanno un posto garantito in squadra. Per gli altri esiste solo l'agonismo virtuale, dove l'unico esercizio ginnico consiste nella coordinazione fine delle dita che si destreggiano fra un tasto e l'altro. Salvo poi, tra qualche anno, spendere una fortuna per rimettere a posto valori sballati o chili assunti. L'attività fisica, oggigiorno, é un'emergenza sociale e non è sufficiente pensare che ciascuno debba cavarsela in autonomia. Certo, purtroppo non esiste un'equazione esatta tra esercizio fisico e benessere: alcuni, malgrado si dedichino con cura e continuità, sono sopraffatti da malattie impreviste e indesiderate. Per quanto dipende dalla volontà, però, é compito di ciascuno tenersi in forma per evitare di dipendere dagli altri. Star bene significa far stare bene. Perciò non ho più intenzione di lasciar correre: da questo momento é lotta senza quartiere. Pensare al proprio corpo non é facoltativo, é obbligatorio. Non è un optional, semmai equipaggiamento di serie.
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