"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

venerdì 25 ottobre 2013

l'amore non fa danni

La differenza la fa l'amore. Un tempo pensavo diversamente. Pensavo fosse la conoscenza, la lucidità, l'esperienza. Niente di più falso. I giocatori sanno se ci metti amore. Che, chiariamo subito, non significa benevolenza o compiacimento. Un giocatore non vuole essere compatito: vuole giustamente onestà, sapere se trova interesse nella testa e nel cuore dell'allenatore. Dico sempre agli atleti: non preoccupatevi quando venite rimproverati; preoccupatevi casomai del contrario. Come un padre che non ha mai da correggere un figlio: non può essere un buon padre. Correggere è un atto d'amore, perchè comporta sofferenza: soffre il corretto, ma anche il correttore. Non è mai nè facile nè bello entrare in collisione, ma è quasi sempre una procedura necessaria e inevitabile. Purtroppo attraversiamo tempi in cui il rimprovero viene scambiato per offesa e l'indifferenza per rispetto. Ecco perchè in palestra, nelle aule, nelle mure di casa, si sentono sempre meno parole di correzione. E' più comodo, costa meno, comporta meno guai. Così ci abituiamo pian pianino a disinteressarci degli altri, a convivere con l'errore, a vedere cose che non vorremmo vedere ma che accettiamo come ineluttabili. Ho fatto moltissimi errori nell'esercizio della mia professione, ma cerco incessantemente di non smettere di amare quello che faccio. Il giorno che dovesse succedere, sarebbe giusto smettere e darsi ad altro. Se Trapattoni e Ivkovic, settantenni, sono ancora innamorati del loro lavoro, qualcosa sotto ci deve essere. Non dimenticherò mai l'applauso del popolo serbo a Lubiana tributato all'anziano allenatore della nazionale - giovanissima, tra l'altro - : una risposta affettuosa ad un atto d'amore, ad un uomo che non ha dato solo vittorie e competenza, ma anche passione e vitalità ad un movimento che ha scritto la storia della pallacanestro. C'è un sistema infallibile per scoprire se un allenatore è innamorato del proprio mestiere: crede fermamente in tutto quello che fa. Non sono le vittorie, i giocatori bravi o meno, gli esercizi spettacolari a definirne la statura e la qualità. Anzi, proprio nella difficoltà del compito si misura il valore. Più il compito è improbo, più amore è necessario. Chi non vince una partita ma continua ad allenare la squadra come fosse la prima in classifica: ecco, questo è l'allenatore innamorato! La competenza è importante, ci mancherebbe. Competenza e amore fanno bingo. Ma se dovessi scegliere, oggi non avrei dubbi. La competenza può anche fare danni. Ciò che non può fare l'amore.

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