"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

venerdì 18 ottobre 2013

piccoli analfabeti

Nessun stupore. Nessuna novità. Bocciato l'emendamento sull'insegnamento dell'attività motoria nella scuola elementare (primaria). Non c'è copertura finanziaria. Non ci sono trecento milioni. Siamo ormai avvezzi alle sconfitte su questo terreno: la dimensione formativa, in Italia, occupa l'ultimo posto. Se poi parliamo di formazione corporea, Dio ci salvi! Nella graduatoria degli oggetti in dotazione, il computer viaggia stabile nei piani alti; segue, a debita distanza, il vocabolario. Fanalino di coda, manco a dirlo, il pallone. Il gioco corporeo, attività negletta e non necessaria, diventerà nel tempo l'occupazione di qualche figlio privilegiato, erede degli impallinati e irriducibili amanti del movimento. Il messaggio è molto chiaro: la salute dei cittadini, ed in particolare quella dei bambini, non è una priorità sociale. Ci sono le associazioni sportive, i corsi per tutti i gusti, il tourbillon pomeridiano dove i piccoli utenti, come pacchi postali, vengono scaricati per regalare qualche minuto di tranquillità allo stress quotidiano. Per carità, proposte nobili e spesso all'avanguardia, ma che non possono soddisfare le esigenze di motricità di base di cui i bimbi hanno estremo bisogno. Prima ancora di giocare a calcio o a basket, prima ancora di nuotare, occorre saper correre, saltare, arrampicarsi, scivolare. Scontato? Per niente: fatevi un giretto per la città e provate ad osservare quanti bambini giocano in libertà. Chiedete agli istruttori quali difficoltà incontrano nell'attività quotidiana in palestra: mancano i requisiti, ossia i presupposti senza i quali non è possibile alcun apprendimento. Spesso devono smettere i panni e insegnare ciò che dovrebbe essere già di dominio comune. La mia generazione poteva fare a meno dell'insegnamento motorio: la nostra palestra erano i giardini, le strade, gli alberi; come i ragazzi della via Gluck, imparavamo le abilità naturali sul campo. Certo, eravamo tecnologicamente analfabeti - lo siamo ancora per molti di noi - ma quando abbiamo iniziato a giocare chi a pallacanestro, chi a calcio o pallavolo, non abbiamo dovuto fare gli esami di riparazione: il nostro kit motorio di base era all'altezza della situazione. Le scienze formative - non certo io - affermano che l'apprendimento in età infantile avviene attraverso esperienze concrete, soprattutto nel contatto del corpo con gli oggetti, l'ambiente naturale e gli altri corpi. Il problema non è nelle medaglie olimpiche che pian piano non vinceremo più ( a meno che non troveremo scappatoie di dubbia legalità ); il problema è che avremo, con tutta probabilità, una popolazione con maggiori problemi di salute. Faccio l'insegnante alle superiori e faccio queste affermazioni con cognizione, toccando con mano già i primi segnali di invecchiamento fisico precoce. I trecento milioni di oggi sono una bazzeccola rispetto a quello che si dovrà spendere in riparazione sanitaria. Ma, è risaputo, sarà un problema di altri. Così hanno ragionato anche i loro predecessori trascinandoci in questo burrone dove, risalire, sembra quasi impossibile.

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