"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

martedì 23 maggio 2017

sport no alcol

Giuro che ci ho provato. In tutti i modi. Ho cercato persino di togliere quella patina di muffa che avvolge il mio tradizionale pensiero. Oppure quell'aria da professorino 'so tutto io' che tanto infastidisce la platea. Niente da fare. Non riesco a trovare nessun abbinamento tra ciò che si intende per sport e ciò che si intende per alcol. Birrathlon è l'emblema di un matrimonio combinato, due termini forzatamente uniti che si eludono a vicenda. Amo il rugby - come potrei diversamente? - e amo i rugbisti. Ho molti giocatori tra i miei alunni e sono tra i migliori. Il concetto di lealtà portato a livelli estremi dove altre discipline sportive arrancano visibilmente. Coraggio, generosità, sofferenza, altruismo: valori in fase di estinzione ma che trovano ancora spazio nel rettangolo d'erba tra un passaggio della palla ovale e un placcaggio. Il terzo tempo, intuizione magica per trasformare l'inevitabile ferocia agonistica nell'apprezzamento dell'avversario. Allo stesso tempo amo il vino - come potrei diversamente in questa regione? -. Ho la cantina fornita, non sono un bevitore accanito, ma all'occorrenza non mi faccio trovare impreparato. Allegria, calore, compagnia: un bicchiere bevuto insieme può smorzare tante spigolature che ci tengono a distanza. La mia filosofia dualistica e Kantiana mi impedisce di vedere relazione fra ciò che tende al benessere e ciò che - in termini spropositati - può portare alla distruzione. Gli sportivi, naturalmente, possono fare quello che vogliono della e nella vita privata - fuorché danneggiare il prossimo - ma quando indossano le divise e si presentano in pubblico devono veicolare messaggi sani e inequivocabili. Non mi piaceva vedere allora Gigi Riva durante le pause, tantomeno oggi Sarri fumare mentre conduce l'allenamento. Perciò, e lo dico senza astio ma con affetto, avrei preferito vedere il manipolo di giocatori correre per la città - ottima idea promozionale - astenendosi dai fiumi d'alcol, a cui lo sport, tutto, ha dichiarato guerra. Che sia una goliardata giovanile, lo capisco: ma da chi fa sport, chissà perché, mi aspetto sempre il meglio. Per questo, e molto altro, a scuola gli agonisti mi odiano. Non so che farci, è più forte di me: chiedere di più a chi ha ricevuto di più. 

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