"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

domenica 24 luglio 2016

dolore a pezzi

Disumano sopravvivere ai propri figli. Non c'è dolore più straziante. Non c'è consolazione, se non l'attesa del ricongiungimento. Vite recise in piena fioritura. Perché? Nessuna risposta. Qualcuno, per farsi e fare coraggio, parla di disegno più grande, incomprensibile alla mente umana. Quale disegno? L'intitolazione di una via, una scuola, un'associazione, un torneo sportivo? Viviamo per realizzare i sogni che portiamo dentro, per completare l'opera, per lasciare un segno, seppur piccolo, nel breve viaggio sulla terra. Siamo tutti precari e a tempo determinato, ma nella debolezza umana vorremmo che la natura delle cose fosse rispettata e che i figli possano, un giorno, seppellire madri e padri. É il cerchio della vita: chi l'ha donata lascia il posto a chi l'ha presa in una sequenza logica infinita. Perfino la madre delle madri, ai piedi del calvario, rifiutò di capire: la ribellione era nel silenzio e nella dignità, nel vano tentativo di dare un senso a ciò che, umanamente, non ne aveva. " Non fossi stato figlio di Dio, t'avrei ancora per figlio mio ". Siamo indifesi contro il cattivo destino, possiamo solo arrenderci e prendervi parte. Una cosa, forse, possiamo fare: anche se non può avere lo stesso valore e lo stesso peso, ognuno di noi può prendersi un pezzetto di dolore. Se viene diviso, non può essere tolto, ma almeno ridotto. Come se fossero figli di tutti. Se è vero che la nostra umanità é messa alla prova, è il momento di stringerci.

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