L'ultima buffonata corrisponde al bonus di 500 euro per gli insegnanti: chi ha la mia età si ricorda " un pane per amor di Dio ", quando si consegnavano le scatoline in Chiesa piene di tintinnanti monetine per i bambini poveri. Non ho mai sopportato l'elemosina da giovane quando ne avevo bisogno, figurarsi adesso che sono adulto. Perché di carità, in senso spregiativo, vera e propria si tratta, con tanto di presa per i fondelli. C'è un contratto del comparto pubblico fermo ormai da 10 anni: cosa ci si inventa? Si tira fuori dalla grande tasca erariale un obolo nazionale e lo si allunga ai bisognosi: così, almeno per un po' di tempo, smetteranno di lamentarsi. Come nel feudalesimo, quando il gran signore di turno, nascendo il primogenito, si faceva improvvisamente prendere da impeto solidale. Ma la vera beffa é un'altra: questi soldi devono essere spesi solo in un certo modo e, per giunta, rendicontati, con tanto di ricevute fiscali, scontrini e fatture. Addirittura, se non saranno spesi come richiesto, verranno restituiti. " Così gli insegnanti potranno andare a teatro! " così è stato detto, tra squilli di tromba, tappeti rossi e sguardi soddisfatti. E se con quei soldi volessi fare la spesa? Oppure pagare l'erasmus dei figli? O la benzina che mi porta da una scuola ad un'altra? No, solo aggiornamento, teatro, libri, addirittura cinema ( mi chiedo: se vado a vedere 007 o Indiana Jones, tengo lo scontrino? ). Non sono mai stato e non sono tutt'ora di sinistra, destra, centro; non mi interessa nemmeno correre dietro a battaglie opportunistiche, da qualsiasi postazione vengano. Non ci vuole però una mente particolarmente raffinata per capire il significato di questa manovra: visto che lavori poco (?) e che soprattutto ti formi poco (?) ora ti controllo per vedere se fai davvero il tuo dovere, dato che (presunzione?) non lo fai abbastanza. E poi, dare i soldi per il teatro non é un riconoscimento pubblico che questa categoria, di fatto, non se lo può permettere? E ancora, siamo proprio sicuri che gli insegnanti fino ad oggi non andassero a teatro? Sinceramente trovo particolarmente irritante che qualcuno mi dica cosa fare del denaro: piuttosto, non darmelo, come si è fatto sempre ci si ingegnerá a trovare le soluzioni. Per caso, ai tanti vitalizi elargiti agli uomini in politica viene chiesto di spenderli in opere di bene? Forse mi sono perso qualcosa, ma al momento non risulta. Perciò, per quanto mi riguarda, io non li ho chiesti e non li spenderò: continuerò ad aggiornarmi e andare a teatro comunque. Invece mi batterò per quelli che sono dovuti e che attendono risposta da anni, per quelli che non hanno bisogno di pezze giustificative, semmai di giusta considerazione e, di conseguenza, attuazione.
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