"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

giovedì 8 ottobre 2015

crém de la crém

Dopo parecchie primavere ( autunni, inverni) trascorse/i in trincea, mi sono fatto una mezza idea del perché l'insegnante di educazione fisica - o scienze motorie, ultima beffarda definizione valida più in apparenza che in sostanza - sia particolarmente inviso all'ambiente scolastico, studenti naturalmente esclusi. In una parola: invidia. Invidia? Si, invidia. Per prima cosa, l'aspetto esteriore: in genere - anche se circolano illustri eccezioni - il docente di ginnastica - non è così che Battiato chiama le ore di lezione in palestra? - si presenta sufficientemente in forma, con il sorriso stampato in faccia ( quasi a dire che la vita grama ha risparmiato una piccola fetta di eletti ) e la battuta quasi sempre pronta in bocca. Molti si chiederanno: ma cos'hanno da ridere questi? E come si permettono di ironizzare sulla scuola? Ma soprattutto, guarda come passano il tempo libero, a scolpire il corpo invece che a nutrire la mente e l'anima. Esiste poi tutta la gamma di privilegi didattici: non c'è aula, bensì palestra ( che poi sia piccola, sporca e buia non importa, sempre di palestra e non di aula si tratta ), non ci sono compiti da correggere, lezioni da preparare ( ma chi lo dice? ), non fanno i coordinatori di classe ( pensa te che fortuna ) e in genere non si occupano della governance organizzativa ( ma qualcuno ha mai chiesto qualcosa? ). Soprattutto - e questo é il punto maggiormente dolente - occupano i pomeriggi nelle varie società sportive dove guadagnano caterve di soldi (?) e sprecano energie preziose che potrebbero essere dirottate in attività congeniali e affini, come la lettura, lo studio, l'aggiornamento ( e chi dice che non sia fatto? ) e chi più ne ha più ne metta. Ultimo peccato, ma non ultimo, questa lobby mette in testa idee strane ai ragazzi, incoraggiandoli a svolgere attività sportiva quando invece, rappresentanti delle istituzioni, dovrebbero indurli a prendersi carico, in primo luogo, dei doveri scolastici con tutto ciò che ne consegue, perfino l'abbandono se tale esercizio dovesse distrarli dall'obiettivo principale. Sento parlare di scuola moderna, al passo con i tempi: la mia sensazione é che il famoso dualismo corpo mente di crociana memoria non sia del tutto sparito dalle nostre scuole, anzi stia tornando prepotentemente in auge. Continuiamo a riempire la testa dei nostri ragazzi, chissenefrega se poi non riescono a percorrere nemmeno tre minuti di corsa perché il peso non glielo permette. Belli i discorsi sul valore della salute, di cui tutti si riempiono la bocca: peccato che, alla resa dei fatti, se si facesse un referendum sull'educazione fisica a scuola - e di questo ne sono certo, con mano sul fuoco - verrebbe abrogata per lasciare spazio ad argomenti più validi e necessari, come i computer, l'inglese, l'economia. Naturalmente non verrebbe permesso ai ragazzi di esprimere il parere. Continuiamo a valutare le persone per ciò che sanno, non per ciò che sono: e nella sfera dell'essere, esiste anche un buon rapporto con il proprio corpo. Detto ciò, gli insegnanti di ginnastica sono belli, magri, sorridenti, ricchi: perché dovrebbero lamentarsi? Crém de la crém....

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