In volo per seguire il team. Per la gente di qua uno scherzo. Per noi come andare a Palermo. Ma Miami é Miami perciò nessuno fiata. Da meno cinque a più ventitré, come scendere dal Monte Bianco a valle: questo é un altro buon motivo per lasciare, almeno per qualche ora, il campo base in Georgia. Ritmi pazzeschi, del resto il capo banda é uomo abituato a centellinare ogni secondo di vita: non gli si può dare torto, c'è sempre tempo per riposare. Qui tutto é esagerato: dai palazzetti alle strade, dalle pietanze alle auto, dalla ricerca sfrenata di immagine alla programmazione maniacale. L'america mostra i muscoli e noi possiamo solo contemplare e subire. Gli allenamenti decisamente più istruenti della partita. Qualche differenza? Otto canestri, a coppie per tirare i liberi. Soprattutto il rumore vocale: tutti urlano, dagli allenatori alle giocatrici. Ci sono persino gli sparring partner: cinque ragazzini buttati giù dal letto per correre, pressare tutto campo e saltare a rimbalzo. La ricompensa? Potersi allenare con la NCAA. Un allenatore apposito per spiegare gli schemi della squadra avversaria da riprodurre nella mini partitella. Mi sono chiesto: vuoi che un posto per me non esista?

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