"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

sabato 14 febbraio 2015

il nuovo mondo - 1

Il nuovo mondo. Un altro mondo. Non necessariamente migliore, certamente diverso. Qui l'attività fisica e sportiva si trova al centro: nei progetti formativi ed architettonici. Scherzando, con i miei compagni di sventura, ho risposto all'ennesima provocazione - abbiamo sbagliato paese? - con la ricorrente frase popolar-consolatoria - poteva andarci peggio -. É vero, poteva andarci peggio: nello stile di vita quotidiano, nelle relazioni, nella tranquillità di un paese decadente che comunque vive lontano dai conflitti, nel cibo, nell'arte, nella storia. Ma cosa ne abbiamo fatto dello sport? Lo abbiamo colpevolmente relegato nella stiva della vita sociale pensando che avrebbe fuorviato, di crociana memoria, le menti migliori della nostra gioventù. A scuola l'educazione fisica é vista dall'opinione pubblica come lo svago in mezzo alle occupazioni didattiche: la stessa funzione, in pratica, dell'ora d'aria in carcere. Colleghi e dirigenti valutano la pratica motoria, non senza una punta di invidia, come un'attività minore, di cui si può fare a meno senza provocare particolari  danni nella crescita formativa degli alunni. L'agonismo é affidato alle società sportive che lottano per sopravvivere, vessate da gabelle, in eterno conflitto intestino per aggiudicarsi le poche ore disponibili di strutture antiquate, poco funzionali e sovraffollate. Perciò, quando vedo un palazzo dello sport con novemila posti a sedere che al centro mette i giovani, orgogliosi di vestire la maglia che indossano con un sacco di gente disposta ad incoraggiarli ed applaudirli, non posso, anche se ormai di veneranda età, non commuovermi. Sono anni che sogno questa scena: finalmente i miei occhi vedono, le mie orecchie odono, le mie mani toccano.

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