"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

martedì 26 agosto 2014

a muso duro


I segnali di decomposizione, non solo fisica, avanzano implacabilmente. L'intolleranza é la prima comparsa: la non accettazione indiscriminata di ciò che vediamo e sentiamo marca l'inevitabile e spiacevole passaggio dall'età della spensieratezza a quella del muso duro e del confronto spesso conflittuale con la vita vera. Ci sono cose, abitudini e comportamenti, non necessariamente fondamentali, che non si è più disposti ad approvare: ad esempio, il rumore in montagna, la suoneria dei cellulari ( perfino in chiesa ), la maleducazione in strada ( nessuno escluso anche pedoni ), la spettacolarizzazione della solidarietà, le riunioni infinite e intrise di parole vuote, la morbosità nel dare e ricevere le notizie ( particolarmente tragiche ), lo spreco vissuto con estrema normalità, il fatto che altri possano decidere o meno sulla preziosità del nostro tempo. E molto altro ancora. Il passo verso l'isolamento é breve: ciò che fino a un po' di tempo fa sembrava indispensabile, ora diventa inutile se non irritante. Ciò che abbiamo combattuto diventa improvvisamente famigliare. Abbiamo indossato gli stessi panni che ci eravamo ripromessi di togliere. Siamo diventati gli stessi padri e madri che avevamo giurato di rinnegare. Come insegna Pavese, vivere é il mestiere più difficile e non esistono né formatori, né regole, né corsi speciali. Vivere si impara da sé. Anzi, non si impara mai.

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