Udite, udite: la nazionale di calcio, la stessa che ha pareggiato con il Lussemburgo - nazione equivalente per territorio e popolazione alla provincia di Pordenone - alloggia in Brasile in un resort da 350 euro giornaliere per camera. Che non siano soldi nostri, ma della Fifa, frega fino ad un certo punto. Considero la nazionale un bene pubblico, perciò mi aspetterei scelte improntate alla sobrietà, soprattutto in un momento come questo. Ecco perché ritengo il villaggio olimpico, almeno concettualmente, la casa ideale degli atleti: per due settimane ogni quattro anni tutti sono trattati in egual maniera, dai lottatori georgiani ai giocatori di basket americani. Eccezion fatta per i calciatori italiani che, chissà perché ( Vasco ), alloggiano sempre altrove ( cosa ci faccia poi il calcio alle olimpiadi é un mistero a noi comuni mortali non ancora svelato ). Mi chiedo se lusso e comfort possano condizionare l'esito di una competizione e, sinceramente, per quanto mi sforzi, non trovo risposte esaurienti. Leggo di gettoni presenza e di premi e i pochi capelli rimasti mi si drizzano: giocare in nazionale dovrebbe essere un onore, un privilegio unico più che raro, al punto da rigettare qualsiasi idea di monetizzazione. Soprattutto per chi é già avvezzo ai grandi guadagni. Se é vero che i club hanno libertà di manovra sui compensi - anche se andrebbe affrontato seriamente il tema del salary cup - per quanto riguarda la nazionale il concetto andrebbe ribaltato: vuoi venire in azzurro? Bene, ci sarà gloria, cinquanta milioni di persone ad idolatrarti, la possibilità di entrare nella storia, probabilmente un contratto da opinionista, ma al momento nemmeno una lira. Forse un buon albergo a tre stelle con camere triple. Da idealista quale sono, da chi rappresenta la nazione - politico, artista, atleta - mi aspetterei prima di tutto il buon esempio. Non voglio abituarmi all'idea che tutti siano corrotti, viziati, maleducati. Ce ne sarà uno, da qualche parte, al quale potremo guardare con ammirazione e gratitudine, magari prima che venga sotterrato. Detto questo, forza azzurri, sempre e comunque. La nazionale, di qualunque sport e a qualsiasi livello, rappresenta l'essenza di un popolo. L'inno non ci lascia indifferenti: a questo paese, malgrado tutto, apparteniamo indissolubilmente.
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