

Non voglio addentrarmi nel già abusato ed intricato reticolo di valutazioni tecnico-tattiche. Ci capisco poco di pallacanestro, figurarsi di calcio. C'è però un aspetto della vicenda che intriga e che ha delle implicazioni non solo sportive. Lo sfogo di Buffon, condivisibile o meno, traccia un'inequivocabile frattura intergenerazionale all'interno del gruppo. Può sembrare un atteggiamento bacchettone e scaricabarile: infatti non a tutti é piaciuto, soprattutto al pubblico giovanile che vede in Balotelli l'emblema del giocatore che riesce a conciliare successo e divertimento. Fatto sta che la spedizione é stata fallimentare e che all'origine, oltre ai mille motivi già enunciati dai media nazionali, esiste una vera e propria incomunicabilità fra vecchi e nuovi. Sarebbe stato interessante partecipare, in veste di uditori naturalmente, alla riunione in spogliatoio durante l'intervallo: probabilmente non sarei rimasto sorpreso nello scorgere i senatori, al colmo ormai della pazienza, attorniare il povero commissario tecnico nel tentativo di convincerlo a lasciar fuori la stella - nascente, cadente, mai esplosa? - nel rischio reale di espulsione ( ironia vuole che qualcuno abbia preso in seguito il suo posto ). La morale di questa triste favola, se ci fosse davvero, va ricercata nel tentativo mal riuscito di mettere insieme esperienza ed entusiasmo, genio e sregolatezza, pazienza e freschezza. Ingredienti in apparenza inconciliabili ma che in passato hanno determinato il successo, non solo sportivo, di squadre e gruppi con precisi obiettivi da raggiungere. La ricetta é semplice, almeno a parole: i giovani dovrebbero guardare i vecchi - o meno giovani, così nessuno si offende - come l'esempio da seguire e fidarsi dei consigli di chi ha già percorso un certo tratto di strada. I vecchi dovrebbero guardare i giovani non come una minaccia, ma una risorsa per il cambiamento e il miglioramento della prestazione. Non é solo una sfida calcistica o sportiva, é una sfida planetaria. Se vogliamo la vittoria, a tutti i livelli, dobbiamo scendere a patti: non é un compromesso, é condivisione di differenze.
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