"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

lunedì 19 maggio 2014

dovuto rispetto


Non c'è niente da fare: gli spagnoli - che a livello di talento sono i migliori in Europa e secondi solo agli americani nel mondo - non imparano mai dai loro errori. Il punto debole sta nella presunzione, nella credenza aprioristica che la sorte dipenda solo da se stessi. Essendo i più forti, non c'è motivo di temere i più deboli. Non che gli iberici non abbiano vinto: si contano decine di titoli, sia di club che di nazionale, nello sfogliare l'almanacco. La mia opinione é che avrebbero potuto vincere molto di più se solo avessero considerato il rispetto che si deve all'avversario. Rispetto che il Maccabi ha avuto per il Real. La nazionale spagnola ha vinto molto con un allenatore italiano in panchina e il Real del calcio, per tornare a giocarsi una finale, ha avuto bisogno di Ancelotti. Ci vuole qualcuno con una mentalità diversa - non narcisistica - per aiutare questi fenomeni a non specchiarsi troppo e dare il giusto valore all'avversario. Non vincono i giocatori più forti: vince la squadra più forte. Il Real ha commesso il più banale dei peccati: fidarsi eccessivamente della propria bravura. David Blatt ha fatto un capolavoro: non che i suoi giocatori siano scarsi, anzi, ma sarebbe stato interessante vedere quanti allenatori avrebbero voluto i vari Rice, Hickman, Blue, Smith, Tyus e compagnia cantante durante la conta, prima di iniziare l'eurolega. Una squadra vera, costruita con sapienza maniacale, dove l'individualità é sottomessa all'insieme. Dove la somma dei giocatori diventa comune multiplo. L'allenatore ha avuto il grande merito di infondere a questi giocatori fiducia e convinzione, lavorando nella testa di ciascuno in maniera straordinaria. E poi la tattica, che non é debolezza, ma giusta considerazione dell'avversario. Mettere in atto strategie non significa mancare di fiducia, casomai dare strumenti per credere nel successo. Una squadra capace di cambiare pelle a seconda dei giocatori in campo: spettacolare e veloce con Rice e Tyus, potente e solida con Schortsianitis vicino al ferro. Capace di soffrire e rimontare ogni volta, non finendo mai al tappeto. Onore al Maccabi e ai quasi diecimila tifosi: una questione di popolo, non solo di pallacanestro. Quando gli spagnoli capiranno che esiste un rispetto dovuto, non ce ne sarà più per nessuno. Nel frattempo, godiamo tutti di questa bella favola sportiva.

Nessun commento:

Posta un commento